 |
|
| foto: Xbbbs.com |
|
|
Possibilità di iscrivere anticipatamente i bambini alla scuola di infanzia ed elementare (per coloro che compiono rispettivamente 3 e 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento); istituzione di un insegnante “tutor” (o docente prevalente); introduzione del portfolio delle competenze; programmi personalizzati in base alle abilità dell’alunno; riduzione del monte orario obbligatorio di frequenza.
Queste sono alcune delle novità introdotte nel primo decreto applicativo della Legge Moratti (approvato lo scorso gennaio), che definisce le nuove norme per la scuola dell’infanzia, elementare (primaria) e media (secondaria di primo grado). Il primo passo della riforma coinvolge quindi direttamente tutti i bambini che stanno cominciando il nuovo anno scolastico.
Mentre nei provveditorati si cerca disperatamente di coprire tutte le cattedre ancora vacanti, nominando docenti precari a ritmo serrato, le scuole si chiedono come poter applicare la nuova legge. “La nomina di insegnanti con funzione di tutor, ad esempio, difficilmente diventerà una realtà poiché manca ancora una inquadramento contrattuale del ruolo, oltre naturalmente ai soldi per pagare l’impegno supplementare del docente” - spiega Roberto Rivolta, Presidente del Comitato Genitori di una scuola elementare di Milano - “I problemi che emergono dall’attuazione della riforma sono demandati ai singoli istituti, che fanno un po’ quello che possono”. La patata bollente passa dunque nelle mani dei presidi, che spesso ricorrono al frazionamento della “funzione tutoriale” tra tutti gli insegnanti, che devono decidere chi e come dovrà redigere il portfolio di ciascun alunno, quali piani di studio attuare, come fare a quadrare il cerchio garantendo le ore di attività didattica previste e il sostegno agli alunni con difficoltà, con i tagli all’organico subiti negli ultimi anni. La scuola quest’anno debutta navigando a vista, laddove gli scogli della Legge Moratti rappresentano ancora un grosso ostacolo da affrontare, nelle acque agitate dell'istruzione pubblica.
(laura ferrari) |