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Storie nascoste

foto: dal Web
Il West è anche e soprattutto "storia" e il genere Western è quindi anche il racconto di un momento specifico dell'epopea americana. Vediamo in che modo si può affrontare oggi la narrazione storica, attraverso gli strumenti della cultura popolare rappresentata da romanzo di genere, fumetto e cinema.


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avantiavanti
Immaginiamo che qualcuno volesse indagare i filoni nascosti dell'epopea statunitense. Quali storie, aneddoti, curiositą gli vorreste segnalare?
Valerio Evangelisti - I libri reperibili in Italia sarebbero troppo pochi, gli aneddoti troppi. Segnalo solo un episodio che trovo particolarmente emblematico, e che cito sempre: lo sciopero generale dei cowboys del Texas del 1883. Fu una battaglia sindacale durata mesi, parzialmente vittoriosa. Sfido a trovarne traccia in qualsiasi film; eppure parliamo di Texas, di cowboys e di un anno pienamente collocato nell'epopea Western. Basterebbe questo a sfatare molte immagini che ci sono state inculcate di quel periodo e dei suoi personaggi.
Non intendo però aiutare chi voglia indagare sull'episodio. Se è seriamente motivato, deve trovarsi le fonti da solo. Avverto che non sarà tanto facile, e del resto non lo sarebbe nemmeno negli Usa.

Gianfranco Manfredi - A un lettore curioso, vorrei segnalare l' autobiografia del generale Crook (purtroppo non disponibile in italiano) che è un testo esemplare per capire come siano nate le tattiche e strategie militari americane dei confronti delle popolazioni indigene (Apaches, Sioux). Queste strategie sono ancora il fondamento della politica militare degli Stati Uniti ad esempio in Afghanistan e in Iraq.



Mi pare che nella pił recente letteratura d'intrattenimento ci sia una forte riscoperta del romanzo storico condito da elementi di thriller o crime-novel. Come lo spiegate?
GM - I gialli peplum [film storico in costume, ndr] e in generale tutti quelli ambientati prima dell'ottocento, sono pure assurdità. Solo nell'epoca dell'Inquisizione (in questo Eco ha perfettamente ragione) si può trovare un parallelo alla figura moderna dell'investigatore.

VE - Nella maggior parte dei casi, il giallo storico è un giallo normale, trasferito in un contesto suggestivo e colorito. Non attribuisco molto valore a quei tentativi, a parte una vaga funzione pedagogica (tipo quella assolta a suo tempo da "Sinuhe l'egiziano", "Marco il romano" e romanzi simili). Di Eco ovviamente non parlo, perché chiaramente scrive "Il nome della rosa" con intendimenti più ampi. Ellis Peters, col suo Cafdael, cerca se non altro di illustrare le forme di pensiero medioevale (ma trovo le sue storie noiosette). I restanti autori - quelli che conosco - restano al di sotto di questi due esempi, e soprattutto del primo. Io mi chiamo fuori della categoria. Mi sembra evidente che le storie di Eymerich non tentano nemmeno una descrizione realistica del medioevo (fin dai dialoghi), ma cercano piuttosto di calare in quello scenario problematiche contemporanee, facendole poi esplodere nel presente. Per questo ho scelto, programmaticamente, la via del fantastico invece di altre.



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