Amsterdam
APRILE 1685 "L'arte della guerra e così ben studiata e ugualmente nota in ogni luogo che ora è la borsa più colma di soldi, non la spada più lunga, cio che dà la vittoria. Se vi fosse un Paese la cui popolazione fosse poco marziale, poco intraprendente e poco capace di coltivare i campi, ma che tuttavia disponesse di più denaro dei propri vicini, esso diventerebbe ben presto superiore a questi ultimi quanto a forza, denaro e potere..." Daniel Defoe, Una panoramica sul commercia inglese
"E' stato assolutamente fantastico, mademoiselle... Al di là di qualsiasi raffinatezza francese..." Come un quieto laghetto in cui un bambino avesse gettato una manciata di ghiaia, la bellezza del duca di Monmouth, illuminata dall'aurea luce del pomeriggio di Amsterdam, era turbata da un pensiero. Le sopracciglia a guglia, le labbra protese e corrugate, persino gli occhi, forse, leggermente incrociati: difficile a dirsi, data la posizione sua e di Eliza, che pareva esplicitamente tratta da un fregio indù.
"Che cosa c'e?" "Abbiamo o no intrattenuto, nel corso di tutte queste procedure, una qualche forma di... ehm... convegno sessuale?" "Bah! Che cosa siete? Un papista che deve tenere il regesto di tutti i suoi peccati?" "Sapete bene che non lo sono, mademoiselle, ma..." "Siete il tipo di uomo che tiene il conto, vero? Come certi beoni che si inorgogliscono per il numero di bicchieri scritto a gesso accanto al loro nome sui muri delle taverne... solo che nel vastro caso si tratta di prostitute."
Monmouth cercò di mostrarsi indignato, ma in quel momento il suo corpo conteneva meno bile gialla di quanta ne avesse mai avuta dai tempi dell'infanzia, cosicché anche la sua indignazione fu un po' moscia. "Non mi pare che ci sia alcunché di sconveniente nel desiderio di sapere chi io mi sia o non mi sia trombato! Mio padre - che Dio l'abbia in gloria - si trombava praticamente chiunque. Io sono soltanto il primo e più insigne di una legione di bastardi reali! Non sarebbe appropriato perdere il conto." "... dei vostri bastardi reali?" "Appunto." "Allora, sappiate che nessun bastardo reale potrà scaturire da quel che abbiamo appena fatto." Monmouth cercò faticosamente di adottare una posizione un po' meno esotica, per sedersi, cioè, e rimirare i capezzoli di Eliza. "Volevo dire: non vorreste, per caso, diventare, chesso... duchessa?" Eliza inarco la schiena all'indietro e scoppio a ridere. Monmouth spostò la propria attenzione sul di lei sobbalzante ombelico, e parve offeso.
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