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Argento vivo


Neal Stephenson


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Trecento anni di fantascienza

Spesso sudicia, sanguinosa e contraddittoria; ecco l'epoca in cui si gettano le basi della moderna società tecnologica e che tiene a battesimo "l'uomo nuovo", razionale e individualista. Ce la racconta Neil Stephenson, in un progetto narrativo che prenderà lo spazio di tre ponderosi romanzi.


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avantiavanti
Vuoi presentare "Argento vivo" al pubblico italiano, che ti conosce soprattutto per il filone cyberpunk?
Anche se è ambientato nel passato, "Argento vivo" può essere considerato un romanzo di fantascienza, nel senso che la scienza è il suo argomento principale. Ha anche elementi cyberpunk, poiché tratta la storia delle tecnologie dell'informazione, i codici, i linguaggi universali, etc.
Ma non intendevo diventare tecnico e noioso, quindi è soprattutto un romanzo di cappa e spada. Ed è anche un'avventura picaresca, che si ispira a molte delle storie popolari di quell'epoca storica. In "Argento vivo", alcuni personaggi leggono racconti picareschi, ma altri sono proprio picari; la loro vita è rocambolesca.

Da qualche parte hai dichiarato che la scelta di scrivere un romanzo di circa 1.100 pagine incentrato sul tema sulla crittografia, deve esserti stata ispirata da qualche impulso masochistico; riesci a trasmetterci, in poche parole, l'appeal di queste tematiche?
Cercavo solo di essere spiritoso. Purtroppo non mi riesce spesso.
Mi sono interessato alla crittografia fin da piccolo. In alcuni periodi storici, la crittografia è stata veramente importante e la gente vi ha prestato molta attenzione. Uno di questi periodi fu la seconda guerra mondiale, un altro gli anni Novanta. Queste sono le epoche in cui si svolge "Cryptonomicon". In quel romanzo, io cerco di raccontare perché questo argomento sia importante e interessante. Però c'è un limite di pagine di argomento matematico che una persona normale possa sopportare di leggere. Per cui in "Argento vivo" la crittografia è citata spesso, ma non è così importante.

Nel tuo libro compaiono anche personaggi realmente esistiti; preferisci creare un personaggio nuovo o entrare nella mente di quelli reali?
Si dice che la realtà sia più strana della fantasia; analogamente, le persone reali fanno cose molto più incredibili di qualsiasi personaggio inventato. Questo vale sicuramente per i grandi scienziati dell'epoca barocca, come Newton, Leibniz e Hooke.
Non si può penetrare la mente di personaggi come Newton e così, quando il Newton romanzesco compare nel libro, io cerco di rimanere il più possibile fedele alla mia interpretazione della sua personalità. Alcune delle cose che Newton fa nel romanzo sono basate su fatti reali. Altri sono fatti inventati ma, nel concepirli, ho cercato di aderire il più possibile al tipo di personaggio che pare fosse Newton.
Tutto ciò non mi lasciava molta libertà per inventare la mia storia. Così, in "Argento vivo", i personaggi reali come Newton fanno solo delle apparizioni-cameo. Il novantanove per cento del libro riguarda personaggi di fantasia.

Sei passato dal cyberpunk al romanzo storico, calandoti nella cultura del 600-700. Ti vengono in mente oggetti o invenzioni che in quell'epoca erano "fantascienza", esistevano cioč nella fantasia di alcuni ma non apparivano ancora concretamente all'orizzonte?
Uno dei personaggi reali di "Argento Vivo" è John Wilkins, che era un vescovo inglese e che collaborò alla fondazione della Royal Society. Wilkins fu anche uno scrittore di "fantascienza" e raccontò di gente che faceva viaggi extraterrestri. Ebbe una grandissima influenza su personaggi come Robert Hooke, che speculava sulle macchine volanti. Quindi, pare proprio che la fantascienza sia in circolazione dallo stesso tempo della scienza moderna. Penso che la fantascienza, allora come adesso, aiuti gli scienziati a organizzare le proprie idee in forme coerenti, e li ispiri in direzione di nuove scoperte.

Dove sei stato, che cosa hai visto, per ricreare gli scenari dell'epoca della rivoluzione scientifica?
Mi piacerebbe poter dire di aver passato anni a viaggiare per il mondo ma, di fatto, ho ottenuto la maggior parte delle informazioni necessarie standomene a casa, a leggere resoconti scritti da personaggi dell'epoca barocca. Ho anche osservato i quadri di quel periodo. Ho fatto brevi viaggi a Vienna, Lipsia, l'Aia, Amsterdam, Parigi e in diverse località inglesi. In molti di questi posti, il paesaggio è così cambiato che il viaggio è valso a poco. Ma talvolta ci sono dei musei storici che aiutano a farsi un'idea di come le cose fossero,

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