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| foto: Alessandro III, Rodrigo Borgia |
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Leone IX fu papa dal 1048 al 1054. Il suo vero nome era Brunone dei conti di Dagsburg, cugino dell'imperatore di Germania Corrado II il Salico. Nonostante questa parentela, stabilì che il papa fosse espressione solo del clero e del popolo romano.
Nicolò II, nel 1059 emanò il decreto In nomine Domini, stabilendo che il pontefice fosse eletto da un numero ristretto di vescovi cardinalis (dal latino cardo, "cardine"), eredi e continuatori del collegio degli apostoli. Alla base della scelta, ci fu la definitiva rottura con la Chiesa d'Oriente e la necessità di rifondare la dottrina e le pratiche della Chiesa romana.
Alessandro III fissò il quorum di due terzi per l'elezione del nuovo pontefice nel 1179.
Nel 1274, Gregorio X emanò un'ordinanza che definiva le modalità di svolgimento del Conclave: tutti i cardinali avrebbero dovuto risiedere, con non più di un domestico ciascuno, nel locale in cui si svolgevano le votazioni, che avrebbe dovuto essere chiuso. Nasce ufficialmente il Conclave, la pratica della clausura come strumento per rendere le decisioni più veloci e libere da condizionamenti esterni.
Sisto IV (1471-1484) e Alessandro VI (1492-1503, padre di Lucrezia e di Cesare Borgia), stabilirono con diverse misure che solamente il papa avrebbe determinato la procedura elettorale della propria successione. Contribuirono così alla costituzione della Chiesa come monarchia assoluta.
Pio X (1903-1914) eliminò l'utilizzo delle schede, pensando che potessero implicare un controllo eccessivo sul voto dei prelati.
Paolo VI (1963-1978) escluse dal voto in Conclave e dalla possibilità di essere eletti i cardinali con più di ottant'anni.
Giovanni Paolo II ha eliminato due forme di elezione tradizionale: per ispirazione e per acclamazione. Per scegliere il nuovo papa, diventa obbligatoria la votazione. Inoltre, papa Wojtyla ha fissato la Cappella Sistina come luogo del Conclave. |