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L'altro volto del caro petrolio
E se per un istante si cercasse di considerare gli aspetti positivi dell'aumento del prezzo del petrolio? |
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Fu la guerra arabo-israeliana dello Yom Kippur ad innescare la prima grande crisi energetica. La memorabile crisi petrolifera del 1973 ebbe inizio, in ottobre, con la decisione dei membri arabi dell’Opec di sospendere le forniture a quei paesi che sostenevano Israele, vale a dire gli Stati Uniti e i suoi alleati in Europa. L’embargo ebbe l’effetto di quadruplicare il prezzo del greggio evidenziando la dipendenza delle economie dei paesi industrializzati dalla produzione petrolifera concentrata nei paesi arabi e facendo sentire i suoi effetti più devastanti in Europa e Giappone dove i continui rincari del greggio costrinsero i paesi consumatori a varare misure di emergenza per fronteggiare la crisi.
Contro l'aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi vennero introdotte limitazioni ai consumi di elettricità che cambiarono profondamente le abitudini quotidiane. In Italia il governo Rumor, varò, a novembre, il decretone dell'austerity. Aumentò sia il prezzo della benzina e che del gasolio da riscaldamento e venne imposta una sorta di coprifuoco salvaenergia. L'illuminazione pubblica venne pressoché dimezzata, compresi gli addobbi natalizi. L’orario di apertura dei negozi venne ridotto, la chiusura di cinema, bar e locali venne anticipata e i programmi Rai vennero sospesi alle 23.
Ma fu il divieto di circolare in automobile nei giorni festivi che ebbe l'effetto psicologico piú incisivo: il 2 dicembre 1973 fu la prima "domenica a piedi", con il blocco totale della circolazione privata. Le macchine messe a riposo una volta a settimana consentivano un risparmio di ben 50 milioni di litri di benzina per volta. In queste giornate "forzatamente" ecologiche i cittadini si sbizzarrivano nella ricerca di mezzi di trasporto alternativi. Le biciclette ebbero il loro momento di massima gloria e sfilavano silenziose fra le macchine immobili.
A poco a poco, strani mezzi di locomozione, improbabili tandem, monopattini piuttosto che calessi a pedali, s'impossessavano dell'asfalto cittadino. Il segnale che gli italiani non si rassegnavano al tracollo dell’economia ma riuscivano ad accettare quello che di positivo, di tangibile e immediato l'austerity riusciva a donare: una riduzione dell'inquinamento e, una volta alla settimana, le città a misura d’uomo e il riappropriarsi del piacere di una passeggiata al riparo dai pericoli di una viabilità caotica.
Nel 1974 si reintegrò l'uso della macchina a targhe alterne e, a poco a poco, tutto tornò come prima. Una volta finita l’emergenza, almeno dal punto di vista strettamente energetico, anche quello che avremmo dovuto imparare dalla prima grande crisi petrolifera fu presto dimenticato.
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