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| foto: Salvador Dalì |
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Che cos’è il tempo? E come si misura? L’alternarsi del giorno e della notte, l’avvicendarsi delle fasi lunari e il ritorno ciclico delle stagioni segnano il suo trascorrere.
Noi viviamo nel tempo e lo strumento che l’uomo ha trovato per definirlo è il calendario, che ha come unità di misura grandezze di durata fissa: il giorno, il mese e l’anno. Queste si costituiscono sulla base di elaborati calcoli relativi a tre fondamentali fenomeni astronomici: la rotazione diurna della Terra, la rotazione della Luna e la rivoluzione della Terra intorno al Sole.
Tali calcoli hanno subito però, nel corso delle epoche storiche, varie modifiche e interpretazioni, dovute al fatto che i cicli astronomici non sono esattamente formati da un numero intero di giorni. In conseguenza di ciò esistono diversi modi di misurare il tempo:
1 – Il calendario lunare: l’anno, composto da 12 mesi, è costituito da 354 o 355 giorni; i mesi, che cominciano con la Luna nuova, hanno alternativamente 29 e 30 giorni. Per mantenere l'allineamento con le fasi lunari si rende necessario l'inserimento periodico di un giorno supplementare. Questa è la soluzione usata ancor oggi dal calendario islamico.
2 – Il calendario lunisolare: l'anno è di 12 mesi lunari di 29 o 30 giorni (355 giorni) e periodicamente si inserisce un mese eccezionale per mantenere l'allineamento dell'anno con le stagioni. Di tale tipo è il calendario ebraico.
3 – Il calendario solare: rinuncia al ciclo lunare; i mesi sono conservati ma non seguono più le lunazioni. L’anno è di 365 o 366 giorni (ogni 4 anni). È l’antico calendario egiziano ripreso, con opportune modifiche, dal nostro calendario.
Il calendario che noi oggi usiamo è ancora quello romano riformato da Giulio Cesare nel 45 a.C. e adottato poi dai cristiani. L’ultima modifica fu introdotta nel 1582 da papa Gregorio XIII per correggere un piccolo errore nel computo dei giorni. |