Che il sesso sia il motore che spinge a fare cose impensabili non l’abbiamo certo scoperto noi moderni.
Basta ripercorrere la storia della contraccezione nei secoli (anzi, millenni), per dare un peso del tutto marginale ai “fastidi” di oggigiorno: un leggero aumento della cellulite a causa della pillola o l’interruzione sul più bello per “indossare” uno scomodo aggeggio in lattice. In tutti i secoli e senza le nostre avanzate tecnologie, uomini e donne copulanti hanno cercato di evitare i guai di una gravidanza indesiderata o di una brutta malattia.
Si dice che il brevetto del profilattico sia da assegnare al re di Creta Minosse (2500 a.C.), che si premuniva con vesciche di pesce. Agli antichi egizi va invece il merito di aver inventato il diaframma: un tampone di cotone grezzo imbevuto di miele, succo di dattero e petali di acacia. Fuori concorso la lussureggiante India, dove si vocifera andasse per la maggiore il letame di alcuni animali “sacri”, come elefanti e coccodrilli, introdotto nella vagina. Meglio non approfondire.
L’Oriente, si sa, è patria delle raffinatezze. Sempre sul fronte del preservativo, i cinesi adottavano fogli di carta oleata della forma “giusta” fin dal 1000 a.C., mentre i giapponesi, popolo guerriero, preferivano cilindretti di cuoio o scaglie di tartaruga ammorbidite in soluzioni alcaline. Le antiche geishe potevano però considerarsi molto più fortunate delle dame europee a cavallo tra XVI e XVIII secolo: il metodo inventato dal medico italiano Gabriele Falloppio (lo stesso delle tube), rinominato “cappotto inglese” da Luigi XVI, prevedeva una fodera di lino imbevuta di disinfettante.
Ripresero entrambe le tecnologie – preservativo e diaframma – gli antichi romani: profilattici fatti di vescica di capra o tamponi bagnati in pozioni d'erbe. Per il diaframma propendeva anche Giacomo Casanova che, da vero esperto, univa tecnica e semplicità: un semplice mezzo limone.
E gli antenati della pillola? I nostri avi (anzi, le nostre ave) in fregola ingurgitavano infusi di radici (presso gli Ebrei) e pozioni di vario tipo (un po’ ovunque).
Discorso a parte merita il Medioevo, che vede contrapposti i rigidi dettami della Chiesa e le pratiche della magia naturale. Alla luce del sole, ostilità verso ogni pratica contraccettiva, al punto da considerare "lecito" anche nell'ambito matrimoniale, solo quel rapporto teso alla procreazione. Nell’ombra, la gente si arrangiava a modo suo: talismani magici a base di testicoli e ossa di donnola da affrancare alle cosce delle signore.
Nel 1844 Charles Goodyear brevetta la vulcanizzazione della gomma e nel 1875 comincia la produzione industriale dei preservativi. Ludwig Haberlandt nel 1924 capisce che gli ormoni ovarici possono servire per il controllo della fertilità e, nel 1956, Gregory Pincus (basandosi sugli studi di Carl Djerassi) inventa, di fatto, la moderna pillola, che comincia ad essere commercializzata negli anni Sessanta.
La contemporanea rivoluzione del piacere sessuale deve molto a questi nomi e a queste date.