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Gli eterni rivali
Coppi e Bartali, una sfida oltre lo sport nell'Italia del Dopoguerra
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Uno toscano, sanguigno, massiccio; l'altro piemontese, gentile, esile. Gino Bartali e Fausto Coppi erano diversi in tutto, tranne in una cosa, l'amore per la bicicletta, la voglia di vincere, il coraggio.
Bartali-Coppi sono stati, negli anni ’40 e ’50 ma lo sono a tutt’oggi, la Coppia dello sport italiano: uno è "l’Intramontabile", l’altro il "Campionissimo".
Cambiano i soprannomi, il carattere, ma non cambia la figura: un uomo, ingobbito, che spinge sui pedali in salita, mito di un’Italia che non c’è più, che pedalava sulla salita della ricostruzione del Dopoguerra, che aveva bisogno di miti "positivi", vincenti.
Su di loro sono stati scritti libri, centinaia di articoli e anche canzoni, come quella celeberrima di Paolo Conte, "Bartali", e quella di Gino Paoli, "Coppi".
Bartali, "quel naso triste come una salita, quegli occhi allegri da italiano in gita", Coppi "naso che divide il vento, occhi neri e seri guardano il pavè" sono entrambi uomini di gran cuore e di nasi sporgenti. Uno con gli occhi allegri, l’altro con gli occhi seri: due uomini diversi, segnati da un diverso destino.
Coppi, inizialmente, era gregario di Bartali. Lo sgarbo giunse nel 1940 quando Coppi vinse il Giro d’Italia che vedeva Bartali come favorito principale stravolgendo tutti – compreso il toscanaccio - nella tappa Firenze -Modena che gli consentì di aggiudicarsi la prima grande affermazione.
Bartali salvò l’Italia vincendo il Tour del 1948 proprio nei giorni difficili e drammatici dell’attentato a Togliatti, Coppi emozionò l’Italia del pre-boom nel 1952, vincendo sia il Giro che il Tour facendo coniare al giornalista Ferretti l’ormai celebre frase "Un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome Fausto Coppi!".
L’immagine che i due tramandato ai posteri è quella della famoso passaggio della borraccia sull’Alpe d’Huez: "sarà stato Bartali o Coppi a dare la borraccia all’altro"?. Due italiani rivali, in competizione, ma pronti ad aiutarsi: l’immagine dell’Italia, divisa sì tra Coppi e Bartali, ma unita nel grande sogno della ricostruzione. |
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