Sordi trovava una perfetta sostituta bionica di sua moglie nella robot tuttofare Caterina, nel suo Io e Caterina del 1980, e Nicole Kidman si è recentemente scontrata con le perfette mogli di Stepford ne La donna perfetta di Frank Oz, 2004.
Le più aggressive? La battagliera Cherry, interpretata da Melanie Griffith (Cherry 1987) o le sexy bambole assassine di Austin Powers (1997).
Se la perfezione estetica è una caratteristica costante nelle donne robotiche, anche diverse sfaccettature caratteriali sono emerse nei film. Limitandosi ai personaggi femminili, ci sono stati gli androidi esistenzialisti di Philip K. Dick nel Blade Runner di Ridley Scott (1982), in cui avvenenti replicanti erano in grado di sedurre anche gli uomini più scaltri, non sempre a fin di bene.
Ma non solo: la complessa coscienza e spiritualità dei cyborg di Masamune Shiro in Ghost in the Shell di Mamoru Oshii (1995), portava l'avvenente maggiore di polizia Motoko Kusanagi a rifiutare il suo perfetto corpo robotico per vivere una vita indipendente.
Le eredi di queste donne fatali e pericolose? Le eroine dei videogames, perfette, micidiali, ma soprattutto al servizio del giocatore.