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Asciutte e slanciate, perennemente a dieta, attente a minimizzare le proporzioni del proprio corpo. La donna della seconda metà del XX secolo e di questo scorcio di XXI è così, in costante lotta con la bilancia e con il centimetro, alla ricerca di quella forma perfetta che i canoni attuali di bellezza, pressoché inarrivabili per persone "normali", ci propongono.
Eppure, non è sempre stato così. Se guardiamo l'arte dei millenni e dei secoli passati, ci accorgiamo come i canoni estetici della figura umana siano spesso cambiati. Nell'antichità, il mistero della maternità era al centro dell'immagine della donna (si veda la famosissima statuetta della "Venere di Willendorf", in apertura di articolo). La figura muliebre egiziana era invece magra e slanciata, mentre nell'antica Grecia i canoni di bellezza non erano tanto distanti da quelli attuali (e forse questa è una delle ragioni per cui sentiamo l'arte creca classica così "vicina" a noi).
In generale, molti studiosi sono arrivati alla conclusione che nei periodi di crisi economica e sociale (si veda per esempio il Seicento) l'immagine femminile tenda ad "arrotondarsi", per tornare più esile nei periodi più floridi. Addirittura, una ricerca ha stabilito la medesima correlazione, in tempi recenti, fra la congiuntura economica e la "formosità" delle modelle di Playboy. Chissà se tale correlazione è stata studiata a tavolino dagli esperti di marketing della famosa rivista o è stata casuale... |