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Quando pensiamo agli indiani d'America, ci viene subito in mente l'immagine di guerrieri con copricapi piumati che corrono dietro alle diligenze e ai treni, vivono in bizzarre tende a forma di cono e usano uccidere i propri nemici conservandosi lo scalpo come ricordo.
In realtà, le popolazioni native dell'America del Nord erano molto diverse tra loro come abitudini, cultura ed usanze. Alcune erano nomadi e vivevano principalmente di caccia, altre erano stanziali, praticavano l'agricoltura e costruivano abitazioni permanenti.
Una cosa però accomuna tutte le popolazioni che abitavano i territori del Nord America dopo la scoperta di Cristoforo Colombo: la loro civiltà è stata distrutta dall'"uomo bianco". Una distruzione avvenuta con diverse modalità, a volte involontarie -molte malattie portate dagli europei sono risultate fatali per i nativi americani, portando a veri e propri stermini di interi popoli- a volte del tutto volontarie e coscienti.
Un grosso apporto alla perdita di identità delle popolazioni native americane è stato anche il diffondersi dell'alcolismo, che ha comportato -soprattutto a partire dalla seconda metà del XIX secolo- numerosissime morti e uno sfaldamento del tessuto sociale.
Per ironia, dobbiamo però proprio ai nativi americani il diffondersi nel mondo di un altro "vizio" accusato di mietere numerose vittime: il fumo di tabacco. Una piccola vendetta dei "pellerosse" nei confronti dell'uomo bianco. |