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Loro preferiscono essere chiamati naturisti, non nudisti. Perché? Perché la parola naturismo porta in sé l'idea di natura, cioè le ragioni che stanno dietro al nudismo. "Naturale" è l'eliminazione dei vestiti, considerati una barriera artificiale, e il nudismo (manifestazione esteriore del naturismo) serve proprio ad avere un rapporto più corretto con sé stessi, con gli altri e con l'ambiente circostante.
La nudità come scelta di vita ha nobili origini. Gli atleti dell'antica Grecia gareggiavano nudi, senza veli filosofeggiavano i gimnosofisti indù, dediti all'ascetismo e alla rinuncia, e anche i battesimi biblici implicavano lo strip-tease. Quanto ai romani, ebbero il merito di socializzare la nudità nelle terme. Galileo Galilei scrisse nel 1590 Contro il portar la toga, che recita:
Io piglio un male a null'altro secondo, Un mal che sia cagion degli altri mali, Il maggior male che si trovi nel mondo; Il quale ognun che vede senz'occhiali Che sia l'andar vestito, tien per certo: Questo lo sanno in sino gli animali, Che vivono spogliati e allo scoperto; E sia pur l'aria calda o'l tempo crudo, Non istan mai vestiti o al coperto. Volgo poi l'argomento e ti conchiudo, E ti fo confessare a tuo dispetto, Che'l sommo ben sarebbe andare ignudo.
Il moderno naturismo nacque invece con il movimento Freikörperkultur (cultura del corpo libero), in Germania, alla fine del XIX secolo. Gli intellettuali e la classe media tedesca cercavano l'armonia con la natura che ci ha generato, ribellandosi al loro tempo. Fu sia una reazione alle restrizioni della cultura vittoriana, sia una risposta al mondo industriale, in cui l'uomo interagisce con l'ambiente solo attraverso le macchine. Si riteneva che le patologie dovute alla vita nelle insalubri e sovraffollate città industriali potessero essere vinte attraverso nudità, salutismo (astinenza da alcool e tabacco), sport e vegetarianesimo.
Il termine nudismo fu coniato da Heinrich Scham/Pudor agli inizi del '900, mentre si dice che fu Fedor Fuchs ad aprire il primo centro nudista nei pressi di Berlino. Il movimento ebbe un iniziale periodo di successo in patria dopo il 1920, con la nascita di alcune associazioni che differivano tra loro per l'ideologia (o borghesi o socialisti) e pubblicavano riviste dai titoli come Terra della Luce o La Nuova Era.
Dopo la Prima guerra mondiale, il movimento si estese in pochi anni a gran parte dell'Europa, particolarmente in Francia, Danimarca e Svezia, per poi conquistare Stati Uniti, Canada e Australia. Nella bacchettonissima Italia, se ne hanno tracce solo a partire dagli anni Sessanta. |