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2004






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Sì viaggiare, tutti quanti


Week end in Italia
Itinerari alla scoperta degli angoli più caratteristici del Bel Paese
I dati parlano chiaro. L'uomo, e quindi anche gli italiani, nella sua intera storia non ha mai viaggiato tanto quanto negli ultimi decenni: quasi sei miliardi di spostamenti all'anno (500 milioni i soli voli internazionali), 127 milioni di occupati nel mondo, fatturato pari al 6% del PIL del pianeta.

Bene: eppure è solo dopo la seconda guerra mondiale che si ha una vera e propria sorta di democratizzazione del viaggio. Nasce così il turismo di massa, un'etichetta denigratoria con cui s'intendeva una forma preconfezionata di vacanza standard, nelle mdoalità e nei luoghi.

Tutti insieme, tutti in coda, stessa spiaggia, stesso mare: democrazia o incubo? Sogno o realtà?

Per non dimenticare l'introduzione della settimana corta, cosa che avvenne più o meno nel 1957: solo allora il il lavoratore medio ebbe per la prima volta la possibilità di fare week end di due giorni, magari a bordo della sua nuova 500, altro simbolo di un'Italia che mutava.

Poi vennero i viaggi mistici, la consapevolezza dell'esperienza del viaggio non più considerata come un atto di consumo ma come un'opportunità unica per scoprire, conoscere, appropriarsi dell'autenticità e dell'identità dei luoghi visitati. Ma questa è un'altra storia e profuma tanto di anni settanta e vite alternative.

E pensare che per molti l'atto di nascita del turismo come fenomeno socioculturale è individuabile addirittura nel Grand Tour, il viaggio d'istruzione in Europa che, tra il 1600 e il 1700, completava la preparazione culturale di giovani aristocratici francesi, inglesi e tedeschi. Con la rivoluzione francese e l'ascesa della borghesia questa usanza passa in fretta di moda e si affermano i primi viaggi d'affari: francesi e tedeschi vanno in Inghilterra per capire qualcosa della rivoluzione industriale.

Il romanticismo esalterà il "viaggio" inteso come momento di conoscenza e lascerà il segno. E' nell'800, infatti, che nasce la Baedeker: la prima guida stampata era dedicata alla valle del Reno. Negli anni venti prende piede il turismo per riposarsi della piccola borghesia proprio mentre i governi stessi promuovevano il turismo popolare organizzando colonie marine e treni speciali del dopolavoro.

Nota a margine: negli anni '80 andava in vacanza un italiano su due, nei '90 due su tre. Oggi non si parla più di turismo ma di turismi, non più masse clonate ma un panorama variegato di viaggiatori con proprie mete, motivazioni, tempi e modalità di movimento.

Ora va di moda il turismo personalizzato, almeno pare: se è così, buon viaggio a tutti.



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