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Arriva il junkie-investigatore
Will Baer e il suo Phineas Poe
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Immaginate uno sbirro radiato dalla polizia, tossico, appena uscito da un ospedale psichiatrico, che trova la compagnia di una dark lady e finisce per svegliarsi in una vasca di ghiaccio, con un rene in meno. Un po' eccessivo, no? Eppure è proprio questo Phineas Poe, l'antieroe creato da Will Christopher Baer, vera e propria rivelazione della letteratura noir nel 2005. Classe '66, sguardo sfuggente, Baer può apparire inquietante come il suo personaggio: non si capisce se è semplicemente timido o che cosa gli stia frullando in testa. Fatto sta che Baciami, Giuda, il suo primo romanzo, si è già dilatato fino a diventare una trilogia. Per ora da noi è possibile leggere solo la storia che apre la serie, ma le altre arriveranno.
Baer scrive in prima persona, frasi asciutte, ritmo concitato. Ti trasmette un senso di angoscia che non se ne va, corredato da un leggero dolore fisico proprio là, dove Phineas soffre ed è mutilato. Leggete questo romanzo con i Joy Division come sottofondo musicale. |
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Hai creato un protagonista seriale, che deve durare per almeno tre libri ma che fin dalle primissime righe della prima storia sembra sia sul punto di morire
Per Phineas Poe, all'inizio non pensavo a una trilogia o a una happy end. Mi interessava solo un personaggio di questo tipo, che beve, si droga e così via. Hai ragione tu, probabilmente non meritava di durare tre libri.
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Ti sei ispirato a qualche modello per ideare questo antieroe?
Mi piaceva il nome, così letterario. Parlando di modelli, sicuramente mi ha colpito Lo Straniero di Camus, per la sua indifferenza verso la morte.
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