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Sapere
Quando il thriller è vero
Da Jack lo Squartatore al Mostro di Firenze

Quando il thriller è vero

Il libro
Massimo Polidoro, Grandi gialli della Storia, Piemme
Un libro sui grandi gialli della storia affrontati scientificamente. Che cosa significa? Semplicemente che, con gli strumenti che la moderna scienza mette a nostra disposizione, è possibile oggi andare indietro nel tempo e chiarire qualcuno dei misteri che al loro tempo sembrarono irrisolvibili. La Maschera di Ferro, l'assassinio di Kennedy, il mistero di Anastasia e altri, hanno segnato la storia e l'immaginario, hanno fatto scrivere pagine e pagine tra mito e realtà, vero e verisimile, indizi, prove e semplici fantasie. Si tratta di misteri che hanno dato adito a interpretazioni in cui i temi del complotto o dell'intervento di forze oscure e soprannaturali hanno aggiunto mistero al mistero, lasciandoci con la sensazione che la parola fine non verrà mai detta. Senza pretendere di offrire soluzioni definitive, Massimo Polidoro cerca nel suo libro di offrire chiavi di lettura che ci avvicinino alla realtà dei fatti.  Ecco alcune anticipazioni e un'introduzione al metodo scientifico che l'autore ha utilizzato nella sua indagine.

settembre 2004

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avantiavanti
Un libro sui grandi gialli della storia, affrontati da un punto di vista scientifico. Puoi spiegarci come è nato?
Mi ero già occupato in altri libri di enigmi storici (da Atlantide al Triangolo delle Bermuda, dalla maledizione di Tutankhamon al mostro di Loch Ness...), per i quali l'indagine scientifica era stata determinante nel giungere a una soluzione. Così mi sono chiesto se lo stesso metodo poteva applicarsi anche a gialli di tipo ''criminale''... e devo dire che il risultato ha sorpreso anche me

Quale storia, tra quelle che racconti, ti ha entusiasmato di più o senti più "tua"?
Forse dovrei dire quale mi ha più scioccato. Certamente quella del Mostro di Firenze: intricata e piena di colpi di scena come nemmeno in un thriller di Thomas Harris (quello del Silenzio degli innocenti)! Ma a sorprendermi di più è stata di sicuro la storia dell'assassinio di Kennedy. Io, come tanti altri, avevo un'opinione ben precisa su quel
tragico evento: un complotto; invece, più andavo a fondo con le indagini e più mi rendevo conto di come la realtà fosse diversa (e decisamente più inquietante).

Puoi dirci, schematicamente, cosa intendi per metodo scientifico applicato alla rilettura di queste vicende?
Semplicemente che prima di trarre ipotesi e conclusioni bisogna esaminare i fatti. Spesso, invece, capita che storici improvvisati (autori magari di bestseller) siano partiti da un'ipotesi precostituita e poi abbiano cercato solo le prove che potevano confermare le loro idee. Ma questa semmai è fiction, non storia.

Quali ostacoli esistono nell'applicazione di questo metodo? Detto altrimenti, perché spesso diventano "senso comune" le ipotesi fantasiose e addirittura strampalate?
Certo. Tante volte, le spiegazioni più semplici sembrano impossibili e allora se ne cercano altre che diano un senso all'accaduto. Prendiamo la storia di Kennedy, penso sia inevitabile che quando una figura eroica, giovane e attraente muore così presto nascano leggende, voci e ipotesi su perché sia morto. E non è soddisfacente dire che è stato solo un matto con un fucile. La gente vuole che tutto abbia una spiegazione più grande, più profonda e più oscura.

Il metodo scientifico serve a semplificare un mistero, eliminando tutte le ipotesi assurde. E' mai successo invece che lo abbia reso ancora più intricato, magari aggiungendo dettagli che prima non erano emersi?
Può essere, ma in quel caso mi sa che la colpa è dell'investigatore, non tanto del metodo. Il metodo dice semplicemente che prima si raccolgono i fatti, poi sulla base di questi si fanno delle ipotesi e poi si mettono queste ipotesi alla prova per vedere se reggono. Un po' come diceva Sherlock Holmes: «Si elimina l’impossibile e quello che resta, per quanto improbabile, non può che essere la verità».

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avantiavanti
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