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Sapere
Lo scarafaggio che fece l'America
Valerio Evangelisti sempre più "nero"

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Un altro tema che emerge: competizione-violenza contro solidarietà-conflitto sociale. E’ lì che si determina una cesura e nasce la moderna ideologia dell’”americanismo”?
E’ per questo che ho scelto quel periodo. E’ lì che si crea l’ideologia americana come la conosciamo oggi. Esisteva anche prima, ma era molto contrastata. Gli ambienti d’opposizione portavano avanti ipotesi solidaristiche che negli anni Trenta, ma anche nei Quaranta, ebbero un ruolo nel disegnare la società americana. Poi fu tutto distrutto, sepolto, pensiamo al maccartismo. I comunisti americani iscritti, nel periodo di massima espansione, erano ottantamila. Gli inquisiti come filocomunisti e antiamericani furono tre milioni. Si decise non solo di uccidere il pesce, ma di buttare via anche l’acqua che aveva intorno, e questa operazione ebbe successo. Infatti saranno poi i neri a riprendere la rivolta, poiché erano rimasti abbastanza fuori da tutti questi processi.

Cito quanto mi dicesti un anno fa:
Le storie di Eymerich non tentano nemmeno una descrizione realistica del medioevo (fin dai dialoghi), ma cercano piuttosto di calare in quello scenario problematiche contemporanee, facendole poi esplodere nel presente. Per questo ho scelto, programmaticamente, la via del fantastico invece di altre.
Anche in Noi saremo tutto il presente sembra fare capolino costantemente, a cominciare dall’epilogo a Seattle 1999. Eppure il registro è realistico, non fantastico. Hai riveduto le tue scelte programmatiche?


No, semplicemente mi sono spostato da un ambito narrativo a un altro.  Continuo a pensare che il fantastico sia un grosso veicolo di descrizione e di critica del presente. Con Noi saremo tutto, cambio genere. Però anche le vicende di Florio ricordano storie di oggi. Le riflettono anche perché un personaggio di quel tipo, pronto a vendersi a tutti i padroni, non è sparito dalla società. Oggi magari ha compiti più istituzionali

Noi saremo tutto va considerato un romanzo isolato, l’epilogo di un ciclo sull’America “altra” o, sinceramente io mi auguro, l’inizio di un altro filone sull’America sommersa?
Tutte e tre le cose. Da un lato, è compiuto perché il personaggio termina la sua esistenza nell’arco del romanzo. E poi è un noir a tutto tondo, non credo che farò un altro esperimento del genere tanto presto. Però è vero che, nelle tematiche, continua il ciclo di Pantera; soprattutto nella descrizione di questa America poco conosciuta, che era iniziata con Black Flag e proseguita con Antracite. Manca un capitolo intermedio che intendo scrivere prima o poi. In futuro intendo tornare su queste tematiche, però con altre armi. Voglio rimanere fedele, più che al personaggio, al filone della storia alternativa americana. Anche perché c’è tantissimo da dire, più mettevo mano a questo materiale e più usciva qualcosa di nuovo

In fondo al libro c’è una splendida bibliografia per chi volesse diventare un indagatore della “storia nascosta del movimento operaio” degli Stati Uniti, ovviamente quasi tutta in lingua originale e magari difficile da reperire. Io so che tu non fai sconti a chi desidera approfondire, ma quale libro vorresti consigliare a una casa editrice italiana?

Mah, per una volta non c’è neanche bisogno di andare a frugare tanto indietro, o in scaffali perduti delle biblioteche americane. Sono usciti di recente dei testi interessanti. Per le edizioni Odradek Senza patto né leggeun condensato di storia del movimento operaio americano, con anche dei documenti e anche molto viva. Non c’è sul mio libro perché è uscito dopo.
Poi è uscita per la Manifestolibri la storia di Big Bill Haywood, che significa la storia dei Wobblies, quel curiosissimo sindacato. Anche se poi Big Bill divenne comunista, mentre gli altri erano quasi tutti sindacalisti puri o anarchici. In America il comunismo di impostazione bolscevica non è mai riuscito a stabilizzarsi, mentre i movimenti libertari hanno avuto sempre fortuna e anche oggi ce ne sono tracce, nei  movimenti no-global. E’ la versione eretica dell’Internazionale oggi più corrente.



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