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Il Nobel del paradosso
Ridere per poi pensare, nel nome della scienza

Il Nobel del paradosso

Il sito
Ig Nobel Prizes
Li hanno appena assegnati, come di consueto al Saunders Theater dell’università di Harvard, in una cerimonia in cui l'oratore di turno viene costantemente bersagliato dagli areoplanini di carta confezionati dall'entusiasta pubblico pagante.
Si chiamano Ig Nobel Prize e purtroppo quest'anno nessun italiano se ne è aggiudicato qualcuno.


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Ma basta risalire all'anno scorso per inorgoglirsi patriotticamente registrando la premiazione di Stefano Ghirlanda che, con i colleghi dell’università di Stoccolma, ha dimostrato che anche i polli preferiscono i volti umani di bell'aspetto.
Oppure si può tornare al 2000, quando Donatella Marazziti, Alessandra Rossi e Giovanni B. Cassano dell'università di Pisa (con il collega Hagop S. Akiskal dell'università di San Diego), hanno trionfato nella chimica, dimostrando che "l'amore romantico è biochimicamente indistinguibile dai disturbi ossessivo-compulsivi".
Altro che decadenza della ricerca in Italia, verrebbe da dire.

Gli Ig Nobel Prize esistono dal 1991 e vengono assegnati a chi ha fatto "qualcosa che prima fa ridere la gente, poi la fa pensare". Sono stati concepiti per "celebrare l'insolito, rendere omaggio al fantasioso e spronare l'interesse della gente per scienza, medicina e tecnologia."
Non si tratta di un anti-Nobel, nello stesso senso per cui i Premi Razzies sono l'anti-Oscar del cinema. Si può parlare piuttosto di una specie di Nobel parallelo, deviato, talvolta paradossale (ig-nobel, appunto) e, come ci tiene a specificare il coordinatore Marc Abrahams, premia "risultati che non possono - ma che neppure dovrebbero - essere riprodotti". 
L'affermazione va presa alla lettera.

Considerate ad esempio l'esperimento che ha permesso a Anders Barheim e Hogne Sandvik di vincere l'Ig Nobel per la biologia nel 1996, dimostrando che "la panna acida stimola l'appetito delle sanguisughe, la birra le intossica e l'aglio spesso le ammazza".
Immaginando come può essersi svolto, pensate sia il caso di ripeterlo?
Oppure, riflettete sull'Ig Nobel in scienze della nutrizione del 1995, assegnato a John Martinez, proprietario dell'azienda di Atlanta che porta il suo nome. Martinez ha prodotto il caffè Luak, il più costoso del mondo, che si ottiene da chicchi di caffé ingeriti e poi "espulsi" dal luak, cioè la genetta delle palme, un mammifero originario dell'Indonesia.
C'è qualcuno che desidera riprovarci?

Ma il valore scientifico di queste invenzioni e scoperte è fuori discussione.
Come negare per esempio il contributo all'educazione infantile apportato dal pregevole That Gunk on Your Car, il libro che è valso a Mark Hostetler, dell'università della Florida, l'Ig Noble per l'entomologia del 1995?
Il didascalico testo identifica e cataloga gli insetti spiaciccati sui finestrini dell'automobile, mostrandoci come sia possibile accrescere le proprie conoscenze, magari tenendo buone le piccole pesti, durante le interminabili code di Ferragosto.

L'Ig Nobel è anche e soprattutto un modo per farsi conoscere, esponendo su un palcoscenico l'opera del proprio ingegno, spesso alla presenza di "veri" Nobel, invitati per l'occasione.



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