Le citazioni di: Dante Alighieri

« E ha natura sì malvagia e ria, / che mai non empie la bramosa voglia, / e dopo 'l pasto ha più fame che pria. »

Dante Alighieri

« Sì che volendo far come coloro che per vergogna celan lor mancanza, / di fuor mostro allegranza, / e dentro da lo core struggo e ploro. »

Dante Alighieri

« Quel ch'ella par quando un poco sorride, / non si pò dicer né tenere a mente, / sì è novo miracolo e gentile. »

Dante Alighieri

« Uomini siete, e non pecore matte. »

Dante Alighieri

« E detto l'ho perché doler ti debbia! »

Dante Alighieri

« Angelica farfalla. »

Dante Alighieri

« Maladetta sie tu, antica lupa, / che più di tutte l'altre bestie hai preda / per la tua fame senza fine cupa! »

Dante Alighieri

« La bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante. »

Dante Alighieri

« Non viv'elli ancora? / non fiere li occhi suoi il dolce lome? »

Dante Alighieri

« Ché perder tempo a chi più sa spiace. »

Dante Alighieri

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La parola di oggi è: reprobo


Aggettivo
reprobo m (singolare maschile: reprobo, plurale maschile: reprobi, singolare femminile: reproba, plurale femminile: reprobe)
profondamente malvagio; scellerato, perverso, tristo, cattivo nella terminologia religiosa, detto di ciò o di colui che suscita la riprovazione o l'esecrazione e la condanna divine
Sostantivo
reprobo m sing
chi, per malvagità, cattiveria ecc. si è reso responsabile di gravi colpe, crimini e delitti colui che è degno del castigo divino, generalmente contrapposto a eletto
...

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tratto dalla voce REPROBO del Wikizionario