Le citazioni di: Giulio Cesare

« Generalmente gli uomini prestano fede volentieri a ciò che desiderano. »

Giulio Cesare

« Alea iacta est (Il dado è tratto). »

Giulio Cesare

« Amo il tradimento, ma odio il traditore. »

Giulio Cesare

« Sono arrivate le Idi di Marzo. »

Giulio Cesare

« In guerra, gli eventi importanti sono il risultato di cause banali. »

Giulio Cesare

« Io preferirei essere il primo tra costoro che il secondo a Roma. »

Giulio Cesare

« Veni vidi vici (Venni, vidi, vinsi). »

Giulio Cesare

« Tu quoque, Brute, fili mi? (Anche tu, Bruto, figlio mio?) »

Giulio Cesare

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La parola di oggi è: reprobo


Aggettivo
reprobo m (singolare maschile: reprobo, plurale maschile: reprobi, singolare femminile: reproba, plurale femminile: reprobe)
profondamente malvagio; scellerato, perverso, tristo, cattivo nella terminologia religiosa, detto di ciò o di colui che suscita la riprovazione o l'esecrazione e la condanna divine
Sostantivo
reprobo m sing
chi, per malvagità, cattiveria ecc. si è reso responsabile di gravi colpe, crimini e delitti colui che è degno del castigo divino, generalmente contrapposto a eletto
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tratto dalla voce REPROBO del Wikizionario