Le citazioni di: Ludovico Ariosto

« Ingiustissimo Amor, perché sì raro / corrispondenti fai nostri desiri? »

Ludovico Ariosto

« Natura il fece, e poi ruppe la stampa. »

Ludovico Ariosto

« Alcun non può saper da chi sia amato, / quando felice in sulla ruota siede; / però che ha i veri e i finti amici a lato, / che mostran tutti una medesma fede. / Se poi si cangia in tristo il lieto stato, / volta la turba adulatrice il piede; / e quel che di cor ama, riman forte, / ed ama il suo signor dopo la morte. »

Ludovico Ariosto

« Chi mette il piè sull'amorosa pania, / cerchi ritrarlo, e non v'inveschi l'ale: / ché non è in somma amor, se non insania, / a giudizio de' savi universale; / e se ben come Orlando ognun non smania, / suo furor mostra a qualch'altro segnale. / E quale è di pazzia segno più espresso / che, per altri voler, perder se stesso? »

Ludovico Ariosto

« Corrò la fresca e matutina rosa, / che, tardando, stagion perder potria. »

Ludovico Ariosto

« Piccola ma sufficiente per me, non soggetta a nessuno, / decorosa, e comprata col mio denaro. »

Ludovico Ariosto

« Che l'uomo il suo destin fugge di raro. »

Ludovico Ariosto

« Più tosto che arricchir, voglio quïete. »

Ludovico Ariosto

« Natura il fece, e poi roppe la stampa. »

Ludovico Ariosto

« ... più tosto ch'esser servo / torrò la povertade in pazïenza. »

Ludovico Ariosto

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La parola di oggi è: cereo


Aggettivo
cereo m sing (singolare maschile: cereo, plurale maschile: cerei, singolare femminile: cerea, plurale femminile: ceree)
di cera bianco come la cera
Sostantivo
cereo m sing (plurale: cerei)
(antico) (poetico) variante di cero
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tratto dalla voce CEREO del Wikizionario