Le citazioni di: Dante Alighieri

« E ha natura sì malvagia e ria, / che mai non empie la bramosa voglia, / e dopo 'l pasto ha più fame che pria. »

Dante Alighieri

« Sì che volendo far come coloro che per vergogna celan lor mancanza, / di fuor mostro allegranza, / e dentro da lo core struggo e ploro. »

Dante Alighieri

« Quel ch'ella par quando un poco sorride, / non si pò dicer né tenere a mente, / sì è novo miracolo e gentile. »

Dante Alighieri

« Uomini siete, e non pecore matte. »

Dante Alighieri

« E detto l'ho perché doler ti debbia! »

Dante Alighieri

« Angelica farfalla. »

Dante Alighieri

« Maladetta sie tu, antica lupa, / che più di tutte l'altre bestie hai preda / per la tua fame senza fine cupa! »

Dante Alighieri

« La bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante. »

Dante Alighieri

« Non viv'elli ancora? / non fiere li occhi suoi il dolce lome? »

Dante Alighieri

« Ché perder tempo a chi più sa spiace. »

Dante Alighieri

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La parola di oggi è: splenio


Sostantivo
splenio m sing (plurale: spleni)
(anatomia) fascio di muscoli spinotrasversari che occupa la parte superiore del dorso e tutta l'altezza della nuca e che si suddivide in muscolo splenio del capo, che origina dai processi spinosi delle prime vertebre toraciche e della settima vertebra cervicale e che, portatosi verso l'alto e lateralmente fino a inserirsi, sotto il muscolo sternocleidomastoideo, nell'osso temporale e in quello occipitale, svolge la funzione di estendere, flettere lateralmente, e ruotare dal proprio lato la testa e la colonna cervicale, e muscolo splenio del collo, che origina dai processi spinosi delle vertebre toraciche, dalla V alla III, decorre in alto e lateralmente, situandosi in profondità rispetto al muscolo dentato posteriore superi
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tratto dalla voce SPLENIO del Wikizionario