Safer Internet Day, i giovani e l'uso consapevole della rete
Il secondo martedì di febbraio si celebra il Safer Internet Day, una giornata mondiale dedicata all'uso consapevole della rete tra i giovani
Il Safer Internet Day, celebrato il secondo martedì di febbraio, ogni anno richiama l’attenzione sull’importanza di un uso consapevole della rete. La crescente diffusione dei social media, l’esposizione ai rischi online e il divario nelle competenze digitali rendono urgente una riflessione collettiva: come preparare i giovani a muoversi in modo sicuro, critico e responsabile nello spazio digitale?
- Cos'è il Safer Internet Day
- Un giovane su 4 non ha competenze di base nella sicurezza digitale
- Il 60% delle scuole in Italia non ha aule di informatica
- La nuova guida del Garante sulla “Social privacy”
Cos’è il Safer Internet Day
Il Safer Internet Day (SID) è una giornata dedicata alla sicurezza in rete che ogni anno coinvolge oltre 100 Paesi nel mondo attraverso eventi, laboratori, webinar e attività formative rivolte in particolare a giovani, scuole, famiglie e comunità educative. L’iniziativa, istituita dalla Commissione europea, ha l’obiettivo di promuovere un uso più sicuro, critico e consapevole di internet.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare sull’importanza delle competenze digitali, sulla tutela dei dati personali e sui rischi della vita online, come l’esposizione a contenuti pericolosi, la disinformazione o il cyberbullismo.
In Italia, il Safer Internet Day è preceduto dalla Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, che richiama l’attenzione sulle forme di violenza tra i giovani e sull’importanza di educare al rispetto e alla cittadinanza digitale. Le due ricorrenze, vicine nel calendario, rappresentano un’occasione congiunta per sensibilizzare studenti e famiglie sui rischi della rete e sulle buone pratiche per prevenirli.
Come ricorda anche un articolo di Libero Tecnologia, il Safer Internet Day 2026 rappresenta un’occasione di confronto internazionale sui temi della sicurezza online, dell’uso responsabile della rete e delle nuove sfide poste dalle tecnologie digitali, ribadendo l’importanza di educare i giovani a un utilizzo critico e consapevole degli strumenti digitali.
Per approfondire come proteggere la propria posta elettronica e navigare online in modo più sicuro, è utile consultare anche i consigli di Libero Mail su come riconoscere truffe, creare password efficaci e gestire l’uso dell’AI nel rispetto della privacy.
Un giovane su 4 non ha competenze di base nella sicurezza digitale
In Italia una parte significativa dei giovani non possiede competenze digitali solide di base. Come riportato da Openpolis, il 30% degli italiani tra i 16 e i 29 anni (dati 2025) non raggiunge un livello adeguato di competenze digitali almeno di base secondo i parametri europei, che includono anche aspetti come la sicurezza online e la capacità di riconoscere rischi e minacce nel mondo digitale. Si tratta di un dato superiore rispetto alla media Ue, pari a circa il 25%.
Andando nel dettaglio, come evidenziato da Openpolis, oltre un giovane su quattro tra i 16 e i 24 anni non ha nessuna competenza digitale in termini di sicurezza (dati 2023)
Questi dati mettono in evidenza una paradossale situazione: sebbene i giovani siano spesso indicati come “nativi digitali”, una quota significativa di loro non ha sviluppato una padronanza sufficiente degli strumenti e delle conoscenze necessarie per tutelarsi efficacemente su internet, comprese pratiche quali la protezione dei propri dati online o la comprensione delle impostazioni di privacy sui social network. Tra le altre difficoltà rilevate ci sono anche quelle di riconoscere le fake news e le truffe online, come le mail di phishing.
Inoltre, la carenza di competenze digitali espone maggiormente i ragazzi a fenomeni come il cyberbullismo, rendendo più difficile riconoscere comportamenti dannosi online e attivare adeguati strumenti di protezione.
Il 60% delle scuole in Italia non ha aule di informatica
Di fronte a questo scenario, la scuola può fare la differenza nel fornire ai ragazzi competenze digitali e garantire a tutti le stesse possibilità d’accesso alle tecnologie e alla rete. Ma come sottolineato da Openpolis, che ha diffuso i dati del ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’anno scolastico 2024/2025 solo 15.998 scuole statali su 39.351 hanno dichiarato di possedere almeno un’aula di informatica (40,6%).
La situazione varia molto tra le diverse regioni. La Valle d’Aosta vanta la percentuale più alta di edifici scolastici con aule informatiche (61,9%), seguita da Liguria (59,1%), Piemonte (53,6%) e Marche (51,4%). Le regioni con le quote più basse invece sono Abruzzo (27,8%), Calabria (27,2%) e Lazio (25,4%).
Soffermandoci sui comuni capoluogo, le percentuali più alte sono a Pavia (91,4%), Modena (87,7%) e Aosta (82,1%). Si tratta degli unici tre capoluoghi in cui il dato supera l’80%. Viceversa, le quote più basse si registrano a Catanzaro (5,4%), Cosenza (6,6%) e Latina (8,6%).
Passando ai singoli comuni, oltre 1.800 non hanno sul proprio territorio scuole con almeno un’aula di informatica.
La nuova guida del Garante sulla “Social privacy”
Per supportare studenti, scuole e famiglie nella gestione dei rischi legati alla rete, il Garante della privacy ha pubblicato la nuova edizione della guida “Social Privacy – Come tutelarsi nell’era dei social media”, dedicata a un uso più responsabile e consapevole delle piattaforme digitali.
La guida offre indicazioni pratiche per proteggere i propri dati online, riconoscere i rischi e adottare comportamenti responsabili sui social network .
Il documento affronta temi cruciali per i giovani:
- gestione della privacy su piattaforme come Instagram e TikTok;
- rischi legati a furti di identità, profilazione e uso improprio dei dati;
- challenge, cyberbullismo, deepfake, sexting, sharenting, revenge porn e grooming;
- consigli per evitare la diffusione incontrollata di foto e video.
Il Garante ha anche aggiornato il vademecum “La scuola a prova di privacy”, pensato per fornire indicazioni operative sulla gestione dei dati personali a scuola, con particolare attenzione all’utilizzo dei dispositivi digitali in classe, alle comunicazioni tra insegnanti e genitori e all’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle attività educative.