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7 docenti su 10 usano l'IA per insegnare (ma il libro resiste) iStock

7 docenti su 10 usano l'IA per insegnare (ma il libro resiste)

Un report ha svelato che i docenti, pur continuando a rimanere fedeli ai libri di testo cartacei, stanno usando sempre più l'IA nella didattica

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

L’intelligenza artificiale è sempre più presente nelle nostre vite. Nella nostra quotidianità è un valido aiuto, ma lo è anche nel lavoro: a scuola sono ormai tantissimi gli insegnanti che ne fanno ricorso. Secondo un’indagine, infatti, 7 docenti su 10 usano l’IA per insegnare, anche se il libro cartaceo continua ad avere il suo fascino e la sua importanza. Lo stesso report, però, ha rivelato che i professori hanno notato che negli ultimi anni la qualità e il tempo dello studio sono diminuiti.

Quanti docenti usano l’IA per insegnare

Un’indagine dell’AIE, l’Associazione Italiana Editori, è stata presentata alla Camera dei deputati nell’ambito del convegno "Il Valore della Conoscenza". Lo studio, intitolato "Il valore del libro di testo nella didattica d’aula e nello studio a casa, quando l’IA entra in classe", ha coinvolto 3399 insegnanti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado. Secondo quanto emerso dal report, i libri di testo sono ancora oggi gli strumenti maggiormente usati per le lezioni in aula o per lo studio e i compiti a casa. Il 99% dei docenti li utilizza in classe, mentre l’81% li sfrutta per assegnare delle esercitazioni da fare in autonomia. Nonostante la tecnologia, gli studenti e le studentesse prendono ancora appunti mentre i prof spiegano e non mancano dispense e altri testi proposti dagli insegnanti.

A scuola, però, l’intelligenza artificiale inizia a essere sempre più protagonista. L’indagine dell’AIE ha, infatti, scoperto che sette docenti su dieci (il 74%) usano strumenti di IA per l’attività didattica. Ad esempio, il 74% ne fa ricorso per la preparazione dei materiali didattici. Il 28% la usa tutti i giorni o qualche volta a settimana, mentre il 69% sa quali sono i risvolti etici e legali del suo utilizzo soprattutto in collegamento al diritto d’autore (mentre il 31% ammette di avere abbastanza consapevolezza sul tema).

L’intelligenza artificiale viene usata dai professori per realizzare test ed esercizi da proporre agli studenti e alle studentesse o per creare dei supporti per aiutarli a fare autoverifica. Non mancano i momenti di formazione proposti dagli editori.

Sempre facendo riferimento alla presenza della tecnologia in aula, una seconda ricerca presentata da AIE, l’Osservatorio sul mondo della scuola e sull’offerta editoriale, ha svelato che il digitale affianca sempre più i manuali: il catalogo attivo vanta 22.386 titoli e più di 5 milioni di contenuti digitali. Nel 2025/2026 il 95,6% dei libri scolastici adottati fa parte della "Modalità B", un modello che unisce il libro a stampa con il formato digitale e-book e risorge digitali.

Secondo i prof qualità e tempo dello studio sono in calo

L’indagine condotta dall’AIE, inoltre, ha svelato una percezione che è stata riportata da moltissimi professori e che riguarda la qualità e il tempo dello studio. I docenti hanno notato un netto peggioramento nelle loro classi e le cause potrebbero essere diverse.

Secondo due docenti su tre, infatti, ragazzi e ragazze non dedicherebbero abbastanza tempo a studiare e non si applicherebbero in modo consono per prepararsi per interrogazioni e verifiche. A pesare sulla qualità dello studio ci sarebbe il poco tempo dedicato ai compiti a casa e al ripasso delle materie, ma anche la difficoltà a comprendere i testi e l’uso che fanno studenti e studentesse dell’IA.