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8 studenti su 10 usano l'IA (ma i prof non lo sanno) iStock

8 studenti su 10 usano l'IA (ma i prof non lo sanno)

Uno studio ha rilevato che l'84% degli studenti impiega l'intelligenza artificiale generativa settimanalmente per compiti a casa e verifiche

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Sono diversi gli studi che analizzano come l’intelligenza artificiale sia impiegata dagli studenti, come possa essere integrata a scuola, anche per creare piani didattici personalizzati e quali sono i punti di forza e i rischi nell’uso di questa tecnologia senza regole specifiche. Una recente analisi ha indagato quanti giovani la usano per le verifiche a casa e quanti docenti ne sono a conoscenza o all’oscuro.

Lo studio su studenti e IA

Il primo studio nazionale sull’impatto dell’IA generativa nella scuola italiana, realizzato da Tortuga in collaborazione con Yellow Tech, ha rilevato che otto studenti su dieci usano regolarmente strumenti di intelligenza artificiale generativa (GenAI), ma oltre un terzo dei docenti crede che i propri studenti non li utilizzino mai.

La ricerca ha coinvolto oltre 3.800 tra insegnanti, studenti delle superiori e personale ATA, provenienti da 274 scuole in 18 regioni italiane.

I dati raccolti dall’indagine dimostrano che l’uso dell’IA generativa è ormai consolidato. La adoperano settimanalmente il 66% dei docenti e l’84% degli studenti.

Però il 36% dei docenti crede che i propri alunni non la usino mai, mentre in realtà solo il 16% degli scolari non la sfrutta regolarmente.

Come gli studenti usano l’IA

Ma che tipo di utilizzo dell’intelligenza artificiale fanno gli studenti?

Secondo lo studio, ragazzi e ragazze consulterebbero questa tecnologia prevalentemente per “convenienza“, ovvero per farsi aiutare con i compiti.

Il 57% la sfrutta per controllare delle risposte corrette o sbagliate e per cercare delle idee. Gli insegnanti invece sono interessati al sostegno che possono avere dall’Ia per la didattica, per esempio per la preparazione di materiali e verifiche.

L’analisi ha notato che invece pochi docenti la impiegano per velocizzare le attività amministrative e burocratiche.

I timori dei docenti

L’intelligenza artificiale, seppur riconosciuta come un’opportunità, continua a generare anche delle preoccupazioni.

Il 66% dei docenti dichiara di percepire le potenzialità positive dell’IA generativa e ne fa uso settimanalmente per arricchire il proprio lavoro. Chi, invece, non ne fa uso tende a considerarla una minaccia al pensiero critico.

Il 71% dei ragazzi avverte un calo di fiducia da parte dei propri insegnanti, mentre due docenti su tre dichiarano che preferirebbero premiare un elaborato più debole ma realizzato in autonomia, piuttosto che uno più valido ma supportato dall’IA.

In ogni caso, tre docenti e studenti su quattro (75%) concordano che l’IA generativa possa aiutare gli studenti in difficoltà. Tra chi la utilizza regolarmente, la quota sale al 78%. Resta, in ogni caso, forte la preoccupazione che un uso eccessivo possa compromettere lo sviluppo di abilità critiche.

“Questa ricerca dimostra che la GenAI è già nelle mani degli studenti, ma non ancora pienamente nelle strategie delle scuole. Perché diventi una leva di inclusione e non di divisione, serve una strategia nazionale chiara: linee guida condivise che definiscano criteri etici, metodologie di verifica adeguate e strumenti per gestire l’impatto sulla valutazione. Parallelamente bisogna investire sulla formazione continua di docenti e studenti, così che possano utilizzare la GenAI in modo critico, creativo ed efficace, trasformandola da minaccia percepita a risorsa reale per la didattica”, ha commentato Antonio Pisante, fondatore e amministratore delegato di Yellow Tech.