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A Bologna arriva la "laurea" per cani e gatti iStock

A Bologna arriva la "laurea" per cani e gatti: il nuovo progetto

Tre gatti e una quindicina di cani si sono laureati grazie a un progetto di Pet Therapy per migliorare la qualità della vita di pazienti oncologici

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

I cani e i gatti sono componenti veri e propri delle famiglie ma sono anche importanti protagonisti della Per Therapy. I benefici dell’interazione con gli animali per i pazienti, piccoli e grandi, sono stati certificati da numerosi studi scientifici e non sono pochi i cuccioli ormai entrati negli ospedali come “assistenti” di chi è malato. Un progetto ha ora dato una “laurea” ad alcuni cani e gatti.

Cos’è la laurea per cani e gatti

La notizia della laurea per cani e gatti a Bologna è stata raccontata dal Corriere della Sera. All’ospedale Bellaria, Antonio Maestri è il direttore del Dipartimento oncologico Ausl e da anni si dedica alla cura e al miglioramento della qualità della vita dei pazienti del suo reparto.

Il medico è un amante degli animali, in particolare dei cani, e ritiene che i quattro zampe riescano a sentire “cose che noi umani non riusciamo a percepire”.

A seguito di questa riflessione, lo scorso anno Maestri ha voluto creare un progetto, con le associazioni Onconauti Aps e ChiaraMilla, di assistenza, con cani e gatti, ai pazienti durante le cure chemioterapiche.

Il direttore del dipartimento oncologico di Bologna ha spiegato che si tratta di “un progetto di umanizzazione delle cure oncologiche”.

A circa un anno dall’avvio, Maestri ha affermato con soddisfazione che sono stati ufficialmente “laureati i nostri meritevolissimi animali, che sono tre gatti e una quindicina di cani”.

Lo scopo della laurea simbolica è un ringraziamento all’attività dei cuccioli e “per creare anche un evento divulgativo su questo progetto, che spero si espanda”.

La terapia con gli animali

La terapia con gli animali ideata da Maestri, attualmente, consiste in due ore di interazione tra pazienti e cani e gatti ogni giovedì. L’intenzione sarebbe però quella di ampliare gli orari e usare più giornate.

“Abbiamo raccolto i dati su 120 nostri pazienti con la psicologa ospedaliera su come si modifica lo stato dell’umore con e senza cani durante la terapia. Lo studio – ha detto Maestri al Corriere della Sera – è ancora in corso, ma ciò che possiamo dire con certezza è che c’è una riduzione dell’ansia e dello stress rispetto ai giorni in cui non ci sono i cani e i gatti. Al/la paziente che ha l’animale sulle gambe non sembra neanche di essere in ospedale in quel momento. La stessa cosa la vediamo negli operatori sanitari: con gli animali sono meno preoccupati e tesi”.

I dati sugli effetti psicologici della chemioterapia fra animale/paziente adulto sono stati presentati anche a un congresso internazionale in Lituania.

Il direttore del reparto di oncologia della Ausl di Bologna ha aggiunto che sono “tra i pochi centri dove gli animali stanno sulla poltrona, con i pazienti adulti durante le terapie”.

Alla domanda su cosa lo abbia maggiormente colpito, Maestri ha raccontato che una Pitbull, Aria, che arriva da maltrattamenti, è invece dotata di “una dolcezza infinita“. “Da noi viene in terapia una mamma giovane – ha detto il medico – che deve portare con sé la sua bimba. Che stava sempre immobile sulla carrozzina. Quando ha visto Aria, è scesa per la prima volta, ha preso il guinzaglio e l’ha portata a spasso, come se fosse la cosa più normale di questo mondo”.