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A Bolzano genitori che saltano colloqui a scuola saranno multati iStock

A Bolzano genitori che saltano colloqui a scuola saranno multati

Da settembre madri e padri che non assicurano la frequenza scolastica e non partecipano ai colloqui potranno essere sanzionati

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

I colloqui tra gli insegnanti e i genitori sono un’occasione utile per avere uno scambio con chi istruisce il proprio figlio sull’andamento scolastico e sulle eventuali carenze o eccellenze dello studente, in modo da avere un quadro chiaro di come sta andando il giovane a scuola e come intervenire se ci sono delle difficoltà. Spesso, però, alcuni genitori preferiscono saltare questo incontro. Da settembre a Bolzano, chi non si presenta ai colloqui potrebbe incorrere in multe.

Le multe ai genitori che saltano i colloqui

A Bolzano, con la legge provinciale n. 6 del 23 giugno 2026 (la cosiddetta "Omnibus Scuola"), l’amministrazione ha introdotto un pacchetto di regole che entra in vigore con l’inizio dell’anno scolastico 2026/2027.

Tra le novità, ci sono delle misure che riguardano la responsabilità genitoriale. Le norme puntano sul valorizzare un principio, ovvero che chi iscrive i figli a scuola si assume impegni precisi.

Oltre a garantire la frequenza e a fornire il materiale didattico; i genitori devono anche partecipare attivamente alla vita scolastica.

Madri e padri dovranno assicurare la frequenza scolastica, la collaborazione con gli istituti e la partecipazione ai colloqui con i professori e, in caso di negligenza, rischiano multe da 50 a 150 euro.

La Consulta provinciale dei genitori ha espresso perplessità sulla riforma, criticando soprattutto la possibile "arbitrarietà" dei dirigenti nell’applicare le sanzioni, che potrebbero colpire le famiglie più economicamente e socialmente penalizzate.

Cosa dice la legge Omnibus Scuola

La legge Omnibus, come si legge sul portale della scuola di Bolzano, aggiorna il quadro legislativo provinciale con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia del sistema scolastico, semplificare le procedure amministrative e rispondere alle nuove esigenze educative.

Tra le principali novità figura il rafforzamento degli strumenti a favore dell’inclusione scolastica. Vengono introdotte specifiche misure per gli studenti e le studentesse con background migratorio, per i quali i consigli di classe potranno predisporre percorsi didattici personalizzati nei primi due anni di apprendimento della lingua di insegnamento. Sono inoltre previste misure dedicate agli alunni con disturbi d’ansia o fobia scolastica, attraverso piani didattici personalizzati e interventi specifici condivisi con i servizi territoriali.

La legge inoltre rafforza appunto il ruolo delle famiglie, precisando le responsabilità degli esercenti la responsabilità genitoriale rispetto alla frequenza scolastica, alla collaborazione con gli istituti e alla partecipazione ai colloqui previsti dalla normativa. In caso di inosservanza sono previste sanzioni amministrative.

L’obiettivo della legge Omnibus Scuola

L’obiettivo della legge Omnibus Scuola è proprio quello di rafforzare il sistema educativo su tutti i fronti.

Importanti novità riguardano anche l’organizzazione della scuola con una ridefinizione della composizione dei consigli di classe, aggiornandone funzioni e rappresentanza, mentre per i dirigenti scolastici viene introdotto un nuovo sistema di valutazione del servizio basato sugli obiettivi raggiunti e sull’attuazione del Piano triennale dell’offerta formativa.

Il provvedimento interviene inoltre sul diritto allo studio universitario, semplificando diverse procedure e autorizzando un maggiore sostegno alla Libera Università di Bolzano e ad altre istituzioni di alta formazione e ricerca con sede in Alto Adige. Le risorse potranno essere destinate anche a progetti di ricerca e al rafforzamento del carattere plurilingue dell’ateneo.

Tra le misure di sostegno al sistema educativo rientra anche l’introduzione di un compenso per gli studenti universitari che svolgono tirocini nelle scuole e nelle scuole dell’infanzia della provincia, con l’obiettivo di incentivare la formazione dei futuri insegnanti.