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Scuola senza bambini, classe vuota iStock

A Ceresole Reale chiude la "scuola più piccola d'Italia"

A Ceresole la scuola più piccola d'Italia è costretta a chiudere per mancanza di alunni: si attende una bimba che tra due anni comincerà la primaria

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

C’è una scuola in Piemonte che chiuderà i battenti, perché non ci sono più alunni iscritti. Siamo a Ceresole Reale e in quella che fino all’ultimo anno scolastico era la "scuola più piccola d’Italia" non si sentirà più suonare la campanella. Nel paesino in provincia di Torino non ci sono più alunni in età da scuola primaria. L’ultimo piccolo studente ha seguito le orme del fratello maggiore e ha cambiato istituto.

Perché la scuola più piccola d’Italia ha chiuso

Ceresole Reale è un piccolo comune sulle Alpi torinesi, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso: conta 161 abitanti, una cinquantina di famiglie. C’è una scuola primaria nella cittadina con all’interno una sola aula, recentemente ristrutturata e attrezzata. Una classe che nell’anno scolastico 2026-2027 non aprirà le sue porte. Per mancanza di alunni quella che è considerata la scuola più piccola d’Italia è stata costretta a chiudere.

Fino a giugno la scuola era frequentata da due fratelli, che facevano quarta e quinta in una "multi classe": seguivano programmi diversi, ma seduti l’uno accanto all’altro con la stessa maestra. Il più grande andrà alle medie a Locana, 20 km più a valle. Il fratellino sarebbe rimasto da solo: la famiglia ha così deciso di iscriverlo nello stesso istituto del fratello maggiore. I genitori hanno preferito prendere questa strada per una gestione più agevole dei due figli, ma anche per evitare al più piccolo di studiare in solitudine in classe, senza poter contare su compagni con cui giocare, confrontarsi e crescere.

Nel nuovo anno scolastico, dunque, gli iscritti si sono azzerati e per legge è scattata la sospensione formale delle attività didattiche. Il sindaco Alex Gioannini ha affermato: "Una situazione critica ma non sorprendente, perché qui a Ceresole i numeri risicati sono sempre stati la normalità".

Secondo il primo cittadino "la chiusura di una scuola in un piccolo comune di montagna rappresenta una ferita profonda per l’intera comunità e un segnale d’allarme che non possiamo ignorare". Perdere un presidio scolastico per un piccolo comune come Ceresole Reale potrebbe mettere a rischio anche la sopravvivenza dei servizi essenziali per i cittadini.

Quando potrà riaprire la scuola di Ceresole

L’amministrazione comunale non vuole però gettare la spugna in questa storia che sembra tratta da un film (come succede in "Un mondo a parte" di Riccardo Milani con Antonio Albanese e Virginia Raffaele).

Il Sindaco ha deciso di lasciare l’edificio scolastico così com’è, senza cambiarne la destinazione d’uso. In questo modo la struttura rimarrà una scuola primaria e sarà sempre disponibile: ogni anno si cercherà di rinnovare l’autorizzazione a svolgere al suo interno le lezioni scolastiche, sperando che venga invertito il trend demografico e Ceresole Reale possa tornare a sentire le voci dei bambini e delle bambine che giocano per strada, prima e dopo le lezioni in classe.

In realtà in paese c’è una bambina, che però non ha ancora l’età per andare a scuola. La piccola è residente nel piccolo comune in provincia di Torino e tra un paio d’anni inizierà il primo ciclo scolastico. Grazie a lei si potrebbero riaprire le porte della scuola primaria: fino ad allora tutto all’interno della scuola più piccola d’Italia rimarrà così com’è, come congelato nel tempo.