A che punto è l'iter per il divieto social agli under15 in Italia
Anche in Italia arriverà una legge sul divieto dei social agli under 15: il ministro Valditara spiega a che punto è l'iter del ddl in Parlamento
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato che l’iter parlamentare del disegno di legge (ddl) per introdurre il divieto dei social agli under 15 in Italia è ufficialmente iniziato. Vediamo cosa prevede il provvedimento.
Valditara annuncia che è iniziato l’iter per il divieto dei social agli under 15
Valditara ha confermato l’avvio dell’iter legislativo in un’intervista al Tg3, collegando il tema dei social alla questione della violenza giovanile. Sugli strumenti per contrastarla, il ministro ha detto: "Innanzitutto tenere a scuola i ragazzi, non lasciarli in mezzo a una strada. Inoltre contrastare i fenomeni di bullismo e violenza partendo dalle scuole, valorizzando la condotta ed educando i ragazzi al rispetto. Ritengo che sia fondamentale vietare anche l’utilizzo dei social ai minori di 15 anni".
Il ministro ha aggiunto: "Una buona notizia: è partito l’iter in Parlamento del disegno di legge bipartisan. Auspico che venga approvato il più presto possibile".
Come si legge sul sito del Senato nella pagina dedicata al ddl "Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale" (atto Senato numero 1136), il provvedimento, presentato il 13 maggio 2024, è in corso di esame in ottava commissione (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica) dal 16 giugno di quest’anno.
Si tratta di un disegno di legge a prima firma della senatrice Lavinia Mennuni di Fratelli d’Italia, cofirmato da numerosi parlamentari di tutte le forze politiche, gemello di un testo che alla Camera è stato presentato dalla deputata Marianna Madia del Partito democratico.
Cosa prevede il ddl sul divieto dei social agli under 15 in Italia
Il disegno di legge stabilisce che l’apertura di account sui social network e sulle piattaforme di condivisione video sarà consentita solo dopo il compimento dei 15 anni. Per rendere effettivo il divieto, il testo introduce un portafoglio digitale nazionale, collegato con la nuova soluzione europea per la verifica dell’età.
Il ddl prevede inoltre che i contratti relativi agli account già aperti da minori di 15 anni siano considerati nulli, impedendo alle piattaforme di utilizzare i dati personali raccolti. Contestualmente, viene innalzata da 14 a 16 anni l’età per il consenso autonomo al trattamento dei dati personali. Il testo in esame definisce dunque due soglie distinte: 15 anni per l’apertura di un account social e 16 anni per poter autorizzare in autonomia l’uso dei propri dati.
Se approvata, la norma imporrà alle piattaforme di adeguarsi alle nuove regole, pena interventi del Garante per la protezione dei dati personali, mentre l’Agcom sarà incaricata di monitorarne l’applicazione e di pubblicare rapporti annuali sul rispetto delle disposizioni.
Il ddl affronta anche il tema dei baby influencer, affidando all’Agcom il compito di definire linee guida sulla trasparenza delle comunicazioni commerciali e sulla tutela dei minori coinvolti in attività promozionali online.
Sul fronte della responsabilità familiare, il testo impone ai genitori l’obbligo di attivare sistemi di parental control sui dispositivi utilizzati dai figli, mentre le piattaforme dovranno verificare l’età degli utenti tramite il portafoglio digitale.
L’iniziativa italiana si inserisce in un contesto internazionale segnato da una crescente regolamentazione dell’accesso dei minori ai social. Dopo l’approvazione della prima legge che vieta l’uso delle piattaforme agli under 16 in Australia e le pronunce dei tribunali statunitensi, molti Paesi europei hanno avviato un confronto sul tema.
La Gran Bretagna ha dato il via libera a una legge che vieta i social ai minori di 16 anni, mentre in Francia l’Assemblea nazionale ha approvato un provvedimento simile. Misure analoghe sono attualmente in discussione anche in Danimarca e Grecia.