A Milano "costretti a iscrivere i figli alla scuola pubblica"
I "cervelli di rientro" hanno lamentato il caro vita di città di Milano, dove sono obbligati a scegliere la scuola pubblica per i loro figli
A Milano la polemica è servita. Il caro vita è un fenomeno che sta mettendo a dura prova tantissime persone, anche nella città meneghina. A soffrire di questa situazione sono anche i cosiddetti "cervelli di rientro", professionisti che sono ritornati in Italia dietro la promessa di un futuro migliore anche per le loro famiglie. C’è chi si lamenta che la realtà è tutt’altro che rosea, anche per quello che riguarda il percorso scolastico dei loro figli: sono costretti a iscrivere bambini e bambine alla scuola pubblica, non potendo più permettersi le scuole private internazionali!
La polemica sui figli "costretti" ad andare alla scuola pubblica
Il Corriere della Sera ha condotto una serie di inchieste sul caro vita a Milano. Dopo un approfondimento sui super ricchi che scelgono di vivere in appartamenti di lusso con servizi esclusivi per una favorevole tassazione forfettaria, il giornale si è incentrato su un’altra categoria. Stiamo parlando dei cosiddetti "cervelli di rientro", professionisti che avevano lasciato il nostro Paese, per trovare condizioni economiche e di vita migliori all’estero. Hanno fatto, però, rientro in Italia, attratti da incentivi fiscali e sperando di trovare una città pronta ad accoglierli con le loro famiglie. Ma così non è stato.
Alcuni "cervelli in fuga" che hanno fatto ritorno in patria hanno, infatti, lamentato l’eccessivo aumento dei costi di vita. Ad esempio, quelli delle rette delle scuole private per mandare a scuola i loro ragazzi. La moglie di un manager che lavora per una società quotata in Borsa ha sottolineato che Milano è diventata cara tanto quanto Dublino. I prezzi esorbitanti hanno costretto la sua famiglia a rivedere i piani per quello che riguarda i percorsi scolastici dei tre figli.
"Stiamo trasferendo tutti e tre i bambini a una scuola pubblica statale a settembre perché la scuola internazionale è troppo costosa", ha svelato la donna, sottolineando che le rette hanno costi che oscillano "tra 55 e 60.000 euro all’anno per i tre figli con tutti gli extra. Andremo in via della Spiga".
Il peso del caro vita sui "cervelli di rientro"
Chi ha fatto ritorno in Italia, per lavorare e vivere qui dopo un’esperienza all’estero, fin dal suo arrivo sul suolo italiano ha notato che i prezzi sono nettamente aumentati rispetto al passato.
Il quotidiano ha intervistato il professionista Nur Puri Purini, che per 18 anni ha lavorato a Londra: "Rispetto al 2019, i prezzi per sostentare la vita a casa o semplicemente per mangiare fuori sono raddoppiati", ha raccontato. Lui sa di essere un "privilegiato", ma si rende conto che gli equilibri sociali per il fenomeno della gentrification sono a rischio. Secondo lui ci vorrebbe una politica per contenere i prezzi degli affitti: "Le città sono fatte dalle persone; se gli equilibri si rompono, Milano rischia di non essere più attrattiva".
Luigi Belluzzo, invece, è un tributarista esperto di fiscalità internazionale. Secondo lui l’incentivo fiscale proposto per attrarre "cercelli formati" in Italia, così da contribuire al Pil, rischia di non servire a nulla: "L’effetto ‘palla di neve’ che attira in Italia deve essere alimentato, non si deve rompere. Proprio come la reputazione: non si aggiusta più".