A Milano laureati introvabili: i profili più cercati ai colloqui
Un'analisi rivela che nel settore sanitario oltre 8 profili su 10 risultano introvabili, tra ingegneri elettronici e informatici la quota è del 78%
La ricerca del lavoro in Italia è un percorso a ostacoli sia per chi vuole trovare un’occupazione che per le imprese in cui manca personale. Le variabili di questa situazione sono diverse e ci sono settori in cui l’assenza di profili qualificati è maggiore. L’analisi della Camera di commercio di Milano ha mostrato che, nel capoluogo lombardo, per quasi il 46% delle posizioni aperte dalle aziende è stato difficile trovare una figura adeguata al ruolo.
I dati 2024 sui profili più ricercati
Dai dati del 2024 è emerso che le aziende della provincia di Milano hanno programmato quasi 486 mila assunzioni, di cui 115 mila laureati, ma fra questi quasi la metà, il 46%, si è rivelata di “difficile reperimento”.
Come riporta il Corriere della Sera citando l’analisi della Camera di commercio, i profili più desiderati sono quelli dei laureati in Economia con 42 mila posizioni aperte, seguiti da Ingegneria con 26 mila e dalle Scienze come matematica, fisica, informatica con 10 mila.
Eppure nel settore sanitario oltre 8 profili su 10 risultano introvabili, mentre tra gli ingegneri elettronici e informatici la quota sfiora il 78% e i matematici mancano nel 59% dei casi.
Le imprese, inoltre, segnalano difficoltà nel reperire ingegneri industriali (61%), laureati chimico-farmaceutici, e persino tra i profili umanistici, dove l’11% risulta irreperibile.
Le posizioni mancanti nel 2025
La situazione dell’anno scorso riguardo il mondo del lavoro milanese è stata confermata anche dai dati riferiti a luglio 2025.
Su 40 mila ingressi previsti, 9 mila sono profili di laureati. Anche qui l’economia guida la domanda con 3 mila ingressi, seguita da ingegneria con 2 mila, di cui 820 in elettronica e sanità con 1.000 posizioni aperte.
Nonostante l’ampio numero di posti, trovare i candidati ideali a ricoprire il ruolo vacante continua a risultare molto difficile per le imprese. Il 45% dei profili non si trova, con punte che superano il 70% per ingegneri elettronici, medici e matematici.
I laureati nelle materie STEM ci sono, ma quello che i giovani richiederebbero sono la possibilità di fare smart working e flessibilità negli orari. Spesso il problema è anche che i giovani non possiedono le qualità richieste e i posti restano vacanti.
Un elemento che è emerso è che cresce la richiesta di persone che abbiano completato anche percorsi post-laurea: nel 14,5% dei casi le aziende cercano candidati con master o formazione avanzata (oltre 16.600 profili).
Infine, la ricerca segnala che il tempo medio di un contratto a tempo indeterminato dura circa quattro anni. Dopo circa 48 mesi, la tendenza dei giovani assunti con contratti a tempo indeterminato sembra essere quella di dare le dimissioni cambiando lavoro, settore e città.
Quali sono le aspettative dei giovani lavoratori
Uno studio del Politecnico di Milano ha mostrato che i giovani della Gen Z alla carriera preferiscono la difesa della sfera personale e della qualità della vita. Il 38% valuta con attenzione l’impatto della posizione sul mondo e sul significato della propria vita e c’è una tendenziale sfiducia riguardo al mondo del lavoro italiano.
Se da un lato le posizioni aperte, in determinati settori, non mancano, dall’altro i candidati risultano difficili da reperire sia perché con curriculum non adeguati al ruolo, ma alle volte anche perché i candidati adeguati rifiutano l’offerta in cerca di soluzioni più flessibili.
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