A New York IA a scuola vietata fino alla terza media: le reazioni
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha imposto alle scuole pubbliche di bandire per un anno l'intelligenza artificiale fino alla terza media
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Negli ultimi tempi si sta discutendo molto sull’intelligenza artificiale e i rischi per l’umanità. A dare il via al dibattito sono stati gli stessi sviluppatori di questa nuova tecnologia. Mentre i chatbot sono ormai entrati nella vita quotidiana, a New York è stata presa una decisione apparentemente controtendenza: bandire l’IA dalle scuole pubbliche fino alla terza media.
La decisione di New York di vietare IA fino alla terza media
La decisione di vietare l’intelligenza artificiale per un anno nelle scuole pubbliche di New York fino alla terza media è stata annunciata il 2 settembre dal sindaco Zohran Mamdani e viene descritta come la regolamentazione più rigida introdotta finora negli Stati Uniti.
Gli studenti delle superiori invece avranno accesso due volte l’anno a lezioni per imparare a usare l’IA.
Il divieto non è permanente ma è un modo per avere il tempo di elaborare una politica precisa sull’Intelligenza artificiale a scuola.
L’obiettivo della misura è insegnare agli allievi a usare la tecnologia senza dipendere troppo da essa e senza usarla per copiare.
Le reazioni di insegnanti e genitori
Le reazioni al divieto di IA a scuola sono di vario tipo. I genitori sono per lo più favorevoli perché temono che l’apprendimento sugli schermi e basato sull’intelligenza artificiale stia sostituendo l’apprendimento basato sull’esperienza, le interazioni sociali e il pensiero indipendente.
Gli insegnanti invece appaiono sono divisi, da una parte si ritiene che l’interazione tra insegnante e studente sia fondamentale, dall’altra si teme che un divieto generalizzato sull’Intelligenza artificiale possa impedire l’uso di strumenti educativi utili, in particolare per gli studenti che traggono beneficio dall’assistenza individuale.
I sostenitori dell’uso dell’intelligenza artificiale come strumento educativo affermano che le scuole pubbliche possano rischiare di restare indietro rispetto alla realtà.
La risposta delle scuole pubbliche di New York è però che lo scopo è insegnare ad usarla quando gli studenti sono pronti e capaci di pensare in modo critico.
I fautori del divieto di IA a scuola puntano invece l’attenzione sull’accesso a dati personali dei bambini e la dipendenza dall’intelligenza artificiale.
Il commento di Corrado Augias
Sul tema è intervenuto Corrado Augias a La Torre di Babele su La7. Il giornalista condivide la decisione bandire l’uso della intelligenza artificiale nella scuola pubblica.
"L’intelligenza artificiale che è usata in maniera intelligente – ha spiegato Augias – può essere un grande supporto, un grande risparmio di tempo, arricchimento dell’argomento che viene trattato".
Ma, al contrario, se usata come sostituto dell’intelligenza umana "può essere un disastro, i ragazzi hanno bisogno di imparare dal loro insegnante, dalla famiglia, dagli esempi dalla scuola, dalla vita".
Secondo il conduttore, i giovani "hanno bisogno di faticare l’apprendimento perché solo attraverso la fatica dell’apprendimento le nozioni che vengono messe dentro, restano".
"L’augurio che Mamdani ha fatto ai suoi concittadini – ha concluso – possiamo anche farlo nostro qui in Italia, nei giorni in cui le scuole stanno riaprendo o hanno appena riaperto, dicendo: Imparare a scuola, imparare bene imparare dagli insegnanti, imparare dalle connessioni umane e non dalla quello che l’intelligenza artificiale ti può spiattellare sullo schermo di un computer in una frazione di secondo".