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A Padova cellulari vietati all'asilo per insegnanti e personale iStock

A Padova cellulari vietati all'asilo per insegnanti e personale

La decisione, spiega la struttura, è "per garantire un ambiente educativo accogliente basato su relazioni affettive autentiche"

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

La novità dell’anno scolastico 2025/2026 è che il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha deciso di estendere il divieto di uso degli smartphone anche alle scuole secondarie di secondo grado. Mentre licei e istituti tecnici si sono organizzati per fare in modo che l’ordinanza venga rispettata, ci sono anche altre strutture per i più piccoli che hanno deciso di vietare l’uso dei telefoni all’interno e durante le ore di lezione. Un caso è quello dell’asilo di Padova che ha imposto lo stop ai cellulari per insegnanti e personale.

La decisione dell’asilo di Padova

Secondo quanto riporta Il Gazzettino, il Comune di Padova ha imposto all’asilo il divieto di uso dei cellulari per gli insegnanti e in generale per tutto il personale che lavora nei nidi e nelle strutture dell’infanzia, dai cuochi ai collaboratori scolastici.

Gli smartphone potranno essere portati in classe, ma dovranno essere mantenuti in modalità silenziosa e potranno essere utilizzati solo in caso di “comprovata emergenza”.

Questa scelta è stata presa dopo alcuni incontri sul tema della sovraesposizione dei bambini ai dispositivi digitali. E nel provvedimento adottato si legge che, a causa “dell’impatto negativo sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale” dei cellulari, è “necessaria e non più dilazionabile la promozione del silenzio digitale all’interno dei Servizi per l’infanzia 0-6 anni”.

Il modello educativo proposto dall’asilo di Padova “i bambini apprendono e modificano i propri comportamenti osservando e imitando gli adulti”.

Per questo motivo si è deciso di “promuovere un modello educativo coerente, che valorizzi la relazione e l’ascolto come strumenti essenziali di cura e di educazione”.

Il modello educativo dell’asilo di Padova

Con l’avvio del nuovo anno scolastico 2025/2026 “il personale docente, ausiliario ed esterno è invitato a tenere i telefoni cellulari in modalità silenziosa, non visibili durante l’orario di servizio e comunque al di fuori dello sguardo dei minori”.

Nel testo che spiega la decisione del Comune di Padova si specifica che “l’assenza dei cellulari all’interno del contesto scolastico” potrà garantire “un ambiente educativo accogliente basato su relazioni affettive autentiche e prive di interferenze per adulti e bambini, con effetti benefici sulla tutela della privacy di ciascuno e sulla riduzione a lungo termine del rischio di dipendenza digitale”.

Il caso del liceo di Montefalcone

Una decisione simile a quella dell’asilo di Padova è stata presa anche dal preside del liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone in Friuli Venezia Giulia. Adeguandosi alla circolare del Ministero che vieta l’uso degli smartphone a scuola, la struttura ha esteso lo stop anche agli intervalli, gli spostamenti, i laboratori, i progetti pomeridiani e le gite scolastiche.

Il motivo, ha spiegato il preside della scuola in una lettera, è proprio “restituire profondità a ciò che facciamo: ascoltare davvero, capire meglio, discutere con più energia, costruire opinioni solide”.

“Senza schermi di mezzo – si spiega nella missiva – le conversazioni diventano più vere: ci accorgiamo delle sfumature, del tono della voce, del silenzio quando serve”. L’obiettivo della decisione sarebbe proprio quello di allenare le nuove generazioni a usare consapevolmente la tecnologia riconoscendo che esistono momenti e spazi in cui è più utile per la crescita personale liberarsi dal bombardamento di informazioni che arrivano sui telefoni per recuperare un contatto diretto con le persone.