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Anno sabbatico per i docenti iStock

A scuola anno sabbatico pagato per i docenti: la proposta

L'Anief ha proposto di estendere a tutti la possibilità per i docenti di richiedere un anno sabbatico retribuito: in una zona d'Italia è già possibile

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

L’Anief propone di estendere l’anno sabbatico retribuito ai docenti di tutta Italia. Nel nostro Paese solamente alcuni insegnanti possono usufruire di questa pausa dal lavoro per un periodo di 12 mesi, potendo comunque contare sullo stipendio a fine mese. Per tutti gli altri, invece, l’anno sabbatico è previsto, ma senza ricevere alcun compenso. L’Anief ha lanciato la proposta per poter estendere questo diritto a tutti i docenti, per evitare di avere professori di Serie A e professori di Serie B.

La proposta per estendere l’anno sabbatico pagato per i docenti

L’Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori) ha richiesto che venga introdotto in tutta Italia l’anno sabbatico retribuito per i docenti. "Introdurre l’anno sabbatico a scuola non è un progetto impossibile: basta volerlo", ha spiegato l’associazione professionale e sindacale che ha richiesto di introdurre nella prossima Legge di Bilancio questa possibilità, finanziandola. Una misura analoga è già prevista in una zona del nostro Paese dove, invece, è possibile per i docenti assentarsi un anno dal lavoro ed essere pagati.

"Non dovrebbero esistere docenti favoriti e altri discriminati, magari di serie B" ha spiegato Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief. "Il diritto a ricaricarsi oppure ad aggiornarsi in altre realtà nazionali o all’estero va garantito a tutti, non a seconda della provincia dove si lavora".

Pacifico ha poi aggiunto: "Noi, come sindacato, ci impegniamo a chiederlo con tutte le nostre forze e in tutte le sedi possibili, a partire da quella contrattuale. Chi governa il Paese, dal canto suo, dovrebbe fare altrettanto finanziando l’importante opportunità".

Dove esiste già l’anno sabbatico retribuito per i prof in Italia

In Italia ci sono già dei professori che possono godere di un periodo di pausa dal lavoro di un anno retribuito. Si tratta del personale docente delle scuole provinciali della Provincia autonoma di Bolzano, dove l’anno sabbatico retribuito è finanziato dalla Provincia per l’80%.

Il periodo di pausa volontaria dal lavoro dura solitamente 12 mesi. La Provincia di Bolzano, come riportato da SkyTg24, ha spiegato che "è rivolto al personale insegnante ed equiparato delle scuole professionali, istituti di musica e delle scuole dell’infanzia" con "rapporto di lavoro di tempo pieno per quattro anni scolastici"

Il pagamento previsto è "dell’80% dello stipendio per il quinquennio: è concesso solamente al personale docente ed equiparato con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed orario a tempo pieno".

Nel resto d’Italia l’anno sabbatico non è pagato

Se a Bolzano questa opportunità è prevista, nel resto d’Italia, invece, non è così: i professori per legge possono chiedere un periodo di aspettativa, che però è completamente a carico del docente. I professori rinunciano allo stipendio e pagano autonomamente i contributi previdenziali.

L’aspettativa per l’anno sabbatico, definita "Anno di riflessione importante per la formazione", viene disciplinata dall’art. 26 comma 14 della Legge 448/1998 (Legge finanziaria 1999), che prevede che "i docenti e i dirigenti scolastici che hanno superato il periodo di prova possono usufruire di un periodo di aspettativa non retribuita della durata massima di un anno scolastico ogni dieci anni. Per i detti periodi i docenti e i dirigenti possono provvedere a loro spese alla copertura degli oneri previdenziali".

Questa opzione non prevede la maturazione dell’anzianità di servizio e della progressione di carriera e nemmeno la copertura previdenziale, che è a carico dei diretti interessati, come previsto dalla Circolare del Ministero del Tesoro del 26 aprile 2000.