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A scuola pagelle per i presidi: quanti sono i bocciati in Italia iStock

A scuola pagelle per i presidi: quanti sono i bocciati in Italia

Sono stati forniti i numeri della prima valutazione dei presidi, i dirigenti scolastici sono stati quasi tutti promossi a pieni voti

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

I tecnici del ministero hanno fornito i numeri della prima valutazione dei presidi, prevista da una norma del 2001 che istituisce la dirigenza scolastica. Dopo 25 anni, è finalmente arrivato il primo giudizio. Fino a ora il ministero non aveva trovato un modo condiviso con la categoria per valutare le prestazioni dei capi d’istituto. Il risultato è stato abbastanza soddisfacente: quasi tutti promossi a pieni voti.

Quanti sono i presidi bocciati

Dai dati forniti dal tecnici del ministero dell’Istruzione e del Merito è emerso che su 7.099 dirigenti valutati soltanto in 8 sono risultati bocciati.

Gli 8 presidi che hanno fallito la valutazione, non hanno superato la soglia minima dei 30 punti su cento prevista dalla normativa vigente: lo 0,11%.

Tutti gli altri hanno invece superato la prova con punteggi abbastanza alti. L’86% degli esaminati, pari a 6.114, ha avuto un "ottimo" in pagella.

Il 12%, ovvero 883 dirigenti scolastici, ha ottenuto una valutazione di "buono" e soltanto in 94 si sono fermati alla sufficienza. Come riporta La Repubblica, la valutazione appena espressa dal ministero si riferisce all’anno scolastico 2024/2025. A questa ne dovrebbe seguire un’altra relativa all’anno scolastico 2025/2026 appena terminato.

Come funziona la valutazione e le ricadute

La valutazione è stata realizzata dalle commissioni regionali, presiedute dai direttori degli uffici scolastici regionali. Il gruppo di valutatori aveva a disposizione 100 punti dei quali 80 dovevano essere attribuiti a obiettivi stabiliti a livello centrale e i restanti 20 punti a obiettivi fissati a livello regionale.

Tra gli obiettivi nazionali, per esempio, c’erano quello di "assicurare il funzionamento" della scuola secondo criteri "di efficienza, efficacia e buon andamento dei servizi", quello di "valorizzare l’impegno e i meriti del personale scolastico" e quello di "orientare l’azione dirigenziale al miglioramento del servizio scolastico".

Altro elemento che decretava un buon lavoro dei presidi era saper entrare in una apposita piattaforma e caricare una serie di documenti aggiornati che la scuola produce ogni anno come il Ptof (Piano triennale dell’offerta formativa), il Rav, Rapporto di autovalutazione, PDM, il Piano di Miglioramento, la Rendicontazione sociale e una serie di documenti amministrativi.

I risultati della valutazione dei presidi incidono sull’ammontare della retribuzione di risultato, che varia a livello regionale. In base al giudizio ottenuto, i dirigenti scolastici otterrebbero tra i 3mila euro e gli 8mila euro all’anno su una retribuzione complessiva, anche questa variabile in relazione ai progetti presentati e sviluppati dalla scuola, che può anche superare i 100mila euro, secondo la relazione tecnica della prima legge di bilancio del governo Meloni.

Lo stipendio dei presidi

La retribuzione dei dirigenti scolastici è composta da quattro voci principali. Ci sono lo stipendio tabellare e la retribuzione di posizione-parte fissa, che sono uguali per tutti i dirigenti scolastici.

A ciò si aggiungono la retribuzione di posizione-parte variabile, che dipende dalla complessità dell’istituto che si gestisce, tenendo conto del numero di plessi e degli indirizzi scolastici, del numero di alunni e di altre voci; e appunto la retribuzione di risultato, che viene commisurata alla performance del singolo dirigente scolastico.

Attualmente, la retribuzione annua di un dirigente scolastico va da circa 70mila euro per un istituto poco complesso e senza anzianità a circa 100mila euro per istituti più articolati, con anzianità di servizio e incarichi aggiuntivi come le reggenze. In media, un preside italiano guadagna 82.272 euro lordi all’anno.