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scuole chiuse in estate iStock

A scuola presidi in rivolta: "Le nostre ferie a rischio"

I dirigenti scolastici italiani stanno protestando contro il ministro Valditara perché hanno paura di non riuscire a fare le ferie: ecco perché

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Presidi contro Valditara: i dirigenti scolastici hanno protestato contro la riforma presentata dal ministro dell’Istruzione e del Merito per contrastare il fenomeno dei diplomifici. Secondo il sindacato Dirigentiscuola, la riforma rischia di compromettere le ferie estive dei dirigenti scolastici, perché dopo la Maturità sono obbligati a presidiare gli esami di idoneità degli studenti e delle studentesse alle prese con le prove per conseguire due anni in una. Secondo una norma inserita nel testo, nessuno può rifiutare l’eventuale convocazione.

Perché i presidi protestano contro la riforma Valditara

La riforma sui diplomifici del ministro Valditara starebbe mettendo a rischio le ferie dei dirigenti scolastici. Il sindacato Dirigentiscuola ha scritto al ministro al fine di ottenere "una deroga immediata e il riconoscimento economico degli incarichi nelle scuole paritarie".

Per il primo anno, infatti, i presidi italiani sono stati coinvolti negli esami di idoneità per il conseguimento di più anni scolastici insieme. Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha introdotto una serie di novità per fare in modo che questo iter sia il più serio possibile per contrastare il fenomeno dei cosiddetti "diplomifici" e rafforzare i controlli sugli esami di idoneità. Ma questa nuova norma ha reso più difficile il lavoro dei dirigenti scolastici.

La riforma di Valditara contro i diplomifici

Il decreto ministeriale contenente le norme previste per contrastare il fenomeno dei diplomifici, approvato a novembre 2025, all’articolo 5 introduce nuovi incarichi per i presidi. Questa parte del testo si occupa di gestire gli "esami di idoneità nei percorsi del sistema nazionale di istruzione".

Tra le novità introdotte c’è una regola che spiega che "se l’esame di idoneità si riferisce a due anni di corso, l’istituzione scolastica lo segnala tempestivamente all’Ufficio scolastico regionale competente, che provvede alla nomina di un presidente esterno all’istituzione scolastica, individuato fra i dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche viciniori". L’articolo prevede anche che "la partecipazione ai lavori delle commissioni rientra tra gli obblighi inerenti allo svolgimento delle funzioni proprie del personale dirigenziale della scuola" e, quindi, "non è consentito rifiutare o abbandonare l’incarico".

Il sindacato sul sito ha spiegato le ragioni della protesta: "I dirigenti scolastici rischiano di vedere compromesso il diritto costituzionale alle ferie a causa del sovrapporsi degli adempimenti amministrativi estivi e degli incarichi obbligatori previsti dal DM 218/25 in materia di esami di idoneità". Secondo quanto riferito, "il problema è maggiormente sentito per le scuole paritarie, ma riguarda anche le scuole statali, nelle quali molti dirigenti scolastici – anche dopo aver comunicato le ferie – sono stati letteralmente "precettati" dagli Uffici scolastici regionali, spesso anche con toni perentori e intimidatori".

In pratica, dopo la Maturità i presidi non possono godere delle ferie, perché devono ancora occuparsi della gestione e della rendicontazione dei progetti PNRR e PON e, da quest’anno, anche degli esami di idoneità. In questo modo, "si finisce per comprimere il diritto al riposo e alla salute dei dirigenti scolastici, in contrasto con l’articolo 36 della Costituzione e con le tutele previste dal contratto collettivo nazionale".

Cosa chiedono i presidi al ministro dell’Istruzione

Il sindacato, nel testo inviato al ministero dell’Istruzione e del Merito, ha presentato due richieste. La prima riguarda l’introduzione di "una deroga immediata all’obbligo di accettare gli incarichi per i dirigenti che abbiano già programmato il periodo di ferie o che siano impegnati nelle attività PNRR e PON".

Inoltre, viene chiesto un compenso "a carico delle strutture interessate o dell’amministrazione". Attilio Fratta, presidente nazionale di Dirigentiscuola ha sottolineato che "non è più sostenibile continuare a caricare i dirigenti scolastici di nuovi obblighi senza riconoscere il diritto al riposo e senza prevedere alcun ristoro economico con il paravento dell’onnicomprensività".