Abbandono scolastico, quali sono le regioni peggiori in Italia
Svelati i dati dell'abbandono scolastico in Italia: ecco quali sono le Regioni del nostro Paese dove la situazione risulterebbe peggiore
Qual è il tasso di abbandono scolastico in Italia? Sono tanti i giovani che decidono di interrompere il percorso di studi, prima di completare la scuola secondaria di secondo grado o la formazione professionale triennale, non arrivando al conseguimento di un diploma o di una qualifica. Le cause della dispersione scolastica possono essere molte e spesso ci sono differenze importanti nelle diverse zone del nostro Paese. Per quello che riguarda l’abbandono scolastico, quali sono le regioni peggiori in Italia e quali, invece, le migliori con percentuali più basse di dispersione?
Abbandono scolastico in Italia, i dati
I dati dell’abbandono scolastico relativi al 2024 hanno rivelato un quadro che è diverso a seconda delle differenti zone del nostro Paese. In Italia, come rivelato da Fondazione Openpolis, la situazione fa riferimento a un trend positivo che dura da più di 10 anni, nonostante continuino ad esserci delle criticità strutturali ben evidenti nelle diverse Regioni italiane.
Nel 2024 la quota di ragazzi e ragazze che hanno lasciato la scuola è diminuita, attestandosi al 9,8%. La percentuale è al di sotto del 10% previsto dagli obiettivi dell’agenda europea per il 2020 e si avvicina molto al nuovo obiettivo del 9% impostato invece per il 2030.
L’abbandono scolastico, però, è solo la punta dell’iceberg del fenomeno, la parte più visibile di una situazione che vede tantissimi giovani uscire dal sistema scolastico al massimo con la licenza media, avendo concluso gli studi al terzo anno della scuola secondaria di primo grado senza scegliere di proseguire con le scuole superiori.
Oltre alla dispersione scolastica in senso stretto, poi, c’è anche un altro dato da valutare, quello dei livelli di dispersione implicita, con studenti che terminano gli studi, senza però arrivare ad acquisire le competenze di base: i numeri sono in aumento, come confermato anche dalle prove Invalsi. I bassi rendimenti a scuola registrati in molte città italiane (anche in regioni dove l’abbandono non è alto) possono essere un possibile primo segnale di dispersione.
Dove si registra il più alto tasso di dispersione scolastica
Le disuguaglianze territoriali rimangono molto forti e accese nel quadro nazionale descritto. Tra Nord e Sud le differenze sono molto importanti, ma lo sono anche tra i diversi Comuni di una stessa Regione. La situazione è peggiore nelle città densamente popolate e nelle aree rurali, rispetto al resto del Paese.
In Sicilia la situazione è delicata, con una percentuale che supera il 15%. Anche in Sardegna il dato è più o meno analogo, mentre spicca il 14,7% della provincia autonoma di Bolzano. Molte Regioni rispetto a dieci anni fa hanno ottenuto risultati migliori. Le isole hanno assistito a una diminuzione dell’abbandono scolastico, passando da oltre il 20% del 2015 al 10% circa attuale.
In Campania la dispersione scolastica si attesta al 13%, mentre in Calabria e in Puglia è rispettivamente del 10,8% e del 9,9%. L’incidenza è al di sotto del 9% in molte altre regioni, abbassando così la media ben più alta prima descritta: si tratta della Toscana, del Piemonte, del Friuli-Venezia Giulia, dell’Abruzzo, dell’Emilia-Romagna, della Lombardia, del Lazio, della provincia autonoma di Trento e dell’Umbria.
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