Accesso Medicina, ipotesi tutti in graduatoria: il piano del Mur
Il ministero sta pensando di aprire la graduatoria a tutti gli studenti che hanno sostenuto gli esami per l'accesso a Medicina: il piano del Mur
Il ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) ha avanzato l’ipotesi di aprire la graduatoria nazionale a tutti gli studenti che hanno affrontato gli esami per l’accesso a Medicina. Un piano che sta valutando per garantire la copertura di tutti i posti disponibili nelle università italiane per l’anno accademico 2025/2026.
Tutti gli studenti nella graduatoria d’accesso a Medicina? L’ipotesi
Il nuovo sistema di accesso a Medicina, introdotto dalla riforma Bernini, prevede tre esami obbligatori (Fisica, Chimica e Biologia) da superare con almeno 18/30 per entrare nella graduatoria nazionale. Tuttavia, i risultati del primo appello di novembre hanno mostrato una percentuale di promossi molto bassa: solo tra il 10 e il 15% degli studenti ha superato tutte le prove, con dati particolarmente negativi in Fisica, dove appena il 9-17% ha raggiunto la sufficienza.
Il secondo appello, tenutosi il 10 dicembre, ha visto la partecipazione di oltre 40mila studenti, ma anche in questa occasione le prime impressioni parlano di difficoltà diffuse, oltre che di errori nelle domande dei test e irregolarità durante lo svolgimento degli esami.
Di fronte a questo scenario, il ministero sta valutando una soluzione straordinaria: inserire tutti gli studenti in graduatoria, indipendentemente dai risultati, ma con l’obbligo di recuperare i crediti formativi entro fine febbraio.
L’ipotesi è quella di una “sanatoria” per evitare di lasciare posti vacanti, garantendo così la copertura totale. In questo modo, anche gli studenti che non hanno raggiunto la sufficienza in una o più prove verrebbero ammessi.
Questo è il piano che sta vagliando il Mur, come riportato da Ansa. Gli studenti che al termine del secondo appello avranno superato tutte e tre le prove saranno collocati ai vertici della graduatoria in ordine di punteggio. Subito dopo verranno inseriti coloro che hanno conseguito due voti sufficienti e un’insufficienza, seguiti via via da tutti gli altri candidati. Anche chi non ha raggiunto il minimo in tutte le materie riceverà comunque l’assegnazione di una sede universitaria (fino a esaurimento posti), ma dovrà provvedere a recuperare i crediti formativi mancanti direttamente nell’ateneo di destinazione.
Il rischio dei posti vacanti nelle università di Medicina
Come detto, il problema principale riguarda il rischio di posti vacanti nelle università italiane. Con 24.026 posti disponibili (di cui 19.707 nelle università statali), i numeri del primo appello hanno mostrato che solo tra 5.000 e 7.500 studenti sarebbero riusciti a entrare in graduatoria, un dato molto lontano dalle disponibilità complessive.
Se anche il secondo appello dovesse confermare percentuali simili, il sistema rischierebbe di non coprire tutti i posti.
Intervistata al Tg1, la ministra Anna Maria Bernini ha assicurato che “i posti saranno tutti coperti”. In questo senso, quello della “sanatoria” potrebbe essere un modo per risolvere l’eventuale criticità, a meno di una sorpresa con i risultati del secondo appello, che usciranno il 23 dicembre (QUI tutte le domande dei test e le relative soluzioni)
Bernini ha anche evidenziato che “tutto è perfettibile” aprendo la strada anche a possibili modifiche alla riforma che porta il suo nome, entrata in vigore a settembre. A semestre concluso, dunque a fine febbraio, “faremo le valutazioni e cambieremo quello che è necessario cambiare“, ha detto la ministra.
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