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Rosellina Archinto ANSA

Addio a Rosellina Archinto, che rivoluzionò i libri per bambini

È morta la fondatrice di Emme Edizioni, che dagli anni Sessanta contribuì a cambiare il modo di concepire i libri per l’infanzia: ecco cosa fece

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

È venuta a mancare all’età di 93 anni Rosellina Archinto, nella sua Liguria, a Santa Margherita Ligure. Forse molti non la conoscevano, ma la sua è una storia importante che parla di libri, scuola, creatività e di un modo completamente nuovo di guardare all’infanzia. Nel 1966 aveva fondato a Milano la Emme Edizioni, casa editrice destinata a cambiare profondamente il panorama dei libri per bambini in Italia.

In un’epoca in cui la letteratura per l’infanzia era ancora spesso legata a modelli tradizionali e didattici, Archinto portò nel nostro Paese nuovi linguaggi, immagini e storie, facendo conoscere alcuni dei più importanti autori e illustratori italiani e internazionali, come Leo Lionni, Maurice Sendak, Bruno Munari e Iela Mari. Una pioniera dell’editoria per l’infanzia, ma anche una donna capace di muoversi fuori dagli schemi e di lasciare un segno duraturo nel mondo dei libri.

Chi era Rosellina Archinto

Nata nel 1933, Rosellina Archinto si laureò in Economia e Commercio all’Università Cattolica di Milano. Dopo un periodo trascorso a New York, dove frequentò la Columbia University, tornò in Italia e scelse di dedicarsi ai libri.

Nel 1966 fondò a Milano Emme Edizioni, il cui nome derivava dal suo cognome da nubile, Marconi. La casa editrice nacque con l’obiettivo di rinnovare una letteratura per l’infanzia ancora legata a modelli tradizionali e spesso didattici.

La sua fu una rivoluzione dei libri per bambini: con la sua casa editrice arrivarono in Italia alcuni tra i più importanti autori e illustratori internazionali, da Maurice Sendak a Leo Lionni, insieme a grandi artisti italiani come Bruno Munari e Iela Mari.

Archinto contribuì così a cambiare il modo di concepire il libro per bambini: le illustrazioni non erano più solo un accompagnamento al testo, ma diventavano parte integrante della storia. Il bambino veniva considerato un vero lettore, capace di osservare, interpretare e sviluppare la propria immaginazione.

Una pioniera dell’editoria

Archinto dovette farsi strada in un ambiente prevalentemente maschile. Lei stessa ricordava: "Quando ho iniziato, l’editoria era un mondo di uomini, tutti mi prendevano per pazza, ma non mi sono fermata".

Dopo l’esperienza con Emme, nel 1985 fondò la casa editrice Archinto, dedicata soprattutto a saggi, epistolari e carteggi. Il suo interesse per l’infanzia non venne però mai meno. Nel 1999, insieme alla figlia Francesca, partecipò infatti alla nascita di Babalibri, casa editrice specializzata nei libri per bambini.

La sua eredità va quindi oltre le case editrici e i libri pubblicati: Rosellina Archinto ha contribuito a riconoscere alla letteratura per l’infanzia un vero valore culturale, mettendo al centro il bambino come lettore e non soltanto come destinatario di insegnamenti.

Secondo Rosellina Archinto, "il problema comincia a scuola"

Per Archinto i libri erano molto più di un lavoro. La lettura era una passione e uno strumento di crescita, tanto da portarla a riflettere anche sul ruolo della scuola. In un’intervista rilasciata a La Repubblica nel 2020, alla domanda sul perché in Italia si leggesse così poco, aveva risposto: "Il problema comincia a scuola, raramente si insegna il piacere della lettura".

Una riflessione particolarmente significativa per una donna che aveva dedicato la propria vita proprio a rendere i libri per bambini più coinvolgenti, moderni e capaci di stimolare la curiosità.