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I funerali di Mattia Maestri Ansa

Addio al piccolo Mattia Maestri: toccante ricordo delle maestre

Le maestre della scuola dell'infanzia di Mattia Maestri, morto a 13 anni dopo 9 anni di stato vegetativo, hanno ricordato il bimbo durante i funerali

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Tante persone si sono strette alla famiglia di Mattia Maestri nel giorno dell’ultimo saluto al bambino in stato vegetativo da 9 anni, a causa del consumo di un pezzo di formaggio a latte crudo contaminato. La comunità si è raccolta attorno alla bara del bimbo, oggi 13enne, in occasione della celebrazione dei funerali: c’erano anche le sue maestre della scuola dell’infanzia, che hanno voluto ricordare Mattia con parole toccanti.

Il ricordo della maestre di Mattia Maestri

Si sono svolti nella chiesa di Coredo, in provincia di Trento in Trentino-Alto Adige, i funerali di Mattia Maestri: numerose persone, tra le quali molti bambini, hanno partecipato ai funerali, stretti nel dolore per la scomparsa del 13enne. La funzione è stata celebrata dal parroco don Raymond Marcieca che ha definito Mattia come "un angelo. Il suo è stato un calvario e non ha nemmeno avuto il tempo di peccare".

Anche le sue maestre erano presenti in occasione dell’ultimo saluto a Mattia. Una delle insegnanti della scuola dell’infanzia, come riportato dal quotidiano locale Il Dolomiti, ha affermato: "Ci hai ricordato il valore profondo della vita e ricordiamo con gioia il tuo primo giorno in classe".

L’insegnante, poi, ha aggiunto, ricordando il bambino da 9 anni in stato vegetativo: "Caro Mattia, sarai sempre un amico e sarai quella speciale calamita che ci farà restare uniti nel ricordo degli anni trascorsi assieme a scuola".

L’addio a Mattia Maestri, in stato vegetativo da 9 anni

Mattia Maestri aveva solo 4 anni quando il 4 giugno del 2017 consumò un pezzo di formaggio a latte crudo contaminato dal batterio dell’Escherichia coli. I prodotti erano stati acquistati dalla madre presso il Caseificio sociale di Coredo. Tra questi c’era anche il formaggio preferito dal bimbo, il "Due Laghi": i genitori non sapevano che venisse prodotto con latte crudo e dall’azienda veniva pubblicizzato come perfetto per la merenda dei più piccoli, come ricordato dal papà in un’intervista a La Repubblica.

A causa della contaminazione batterica, il bambino ha sviluppato la sindrome emolitico-uremica (SEU), la conseguenza più grave e letale per un bimbo causata dagli STEC (Escherichia coli produttori di Shiga-tossina). Da allora Mattia ha vissuto in stato vegetativo, fino al 2 agosto 2026, quando la famiglia ha annunciato la sua morte.

I genitori di Mattia hanno vissuto un calvario, fatto anche di udienze in tribunale. A marzo del 2025 la Quarta sezione della Corte di Cassazione ha confermato le condanne per lesioni gravissime per l’allora presidente del caseificio e del casaro. La Corte di Cassazione ha confermato quanto già accertato nei precedenti gradi di giudizio, riconoscendo il nesso di causalità tra il consumo del formaggio a latte crudo contaminato e la SEU.

Paolo Chiariello e Monica Cappello, legali della famiglia Maestri, a seguito della morte di Mattia vogliono procedere con l’accusa di omicidio colposo: "Chiederemo l’aggravante della colpa cosciente", hanno detto a Il Dolomiti. "Il bimbo è morto in nome di una scellerata pratica produttiva e commerciale".

Giovanni Battista, il papà di Mattia, da anni sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione sul tema della sicurezza alimentare, per quello che riguarda il consumo di formaggi a latte crudo. Nei mesi scorsi al Senato ha presentato anche il libro "La verità sui pericoli dei formaggi a latte non pastorizzato".