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Vacanze di Natale, scuole chiuse iStock

Addio alla "Vacanze di Natale": esplode la polemica (in Francia)

Le vacanze di Natale non ci saranno più per alcuni studenti: ecco cosa è stato deciso in Francia in occasione del tradizionale stop natalizio

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Dire addio alle vacanze di Natale? In Francia dove è stata portata avanti la proposta c’è un fronte del no che ha fatto esplodere la polemica di fronte a una decisione che sta nettamente dividendo il Paese. Il problema, in realtà, non riguarda la pausa prevista per le festività di fine anno, ma il nome che viene dato a questo stop nel calendario scolastico. C’è una proposta per cambiare denominazione e fare in modo che non si faccia più riferimento al “Natale”.

Scontro sulle vacanze di Natale in Francia

Mercoledì 1° ottobre 2025 il Consiglio superiore dell’educazione francese si è riunito per discutere il calendario scolastico dell’anno 2026/2027. In questa occasione il Snuipp-FSU, sindacato maggioritario degli insegnanti della scuola primaria in Francia, ha proposto un emendamento per modificare i nomi di alcune delle tradizionali vacanze scolastiche.

Il sindacato ha preso di mira le “vacanze di Toussaint” (quelle di Ognissanti, il 1° novembre) e le “vacanze di Natale“, che di solito prevedono la chiusura delle scuole durante le festività di fine anno. Quali sono i nuovi nomi proposti? Secondo il sindacato questi periodi di pausa scolastica si dovrebbero chiamare rispettivamente “vacanze d’autunno” e “vacanze di fine anno“.

Il motivo è legato al rispetto della laicità in Francia, togliendo ogni riferimento religioso legato alle festività nelle quali sono previste le chiusure delle scuole. I nomi tradizionali, come spiegato dalla portavoce del sindacato, Aurélie Gagnier, non dovrebbero trovare posto nel calendario della scuola repubblicana. Mentre le nuove denominazioni garantirebbero non solo laicità, ma anche uniformizzazione.

No alle vacanze di Natale: favorevoli e contrari

L’emendamento è stato sottoposto al voto dei 98 membri del Consiglio superiore dell’educazione francese: sono stati 44 i voti favorevoli, mentre solo 7 quelli contrari. La FCPE, prima federazione di genitori nel Paese d’Oltralpe, si è detta favorevole a questo cambiamento proposto, perché rappresenterebbe “un simbolo importante che richiama la laicità della Repubblica”, anche se ha ammesso che al momento non è una priorità della scuola. Grégoire Ensel, vicepresidente della FCPE, ha ammesso di ricevere spesso messaggi da parte di persone che lamentano le denominazioni del calendario scolastico e chiedono un cambiamento in nome di uno Stato laico.

Il Ministero dell’Educazione nazionale ha però respinto la modifica proposta dal sindacato in sede del Consiglio superiore: non è stato, infatti, accolto dall’amministrazione. Non si sono fatte, inoltre, attendere le reazioni politiche. Su X il ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha scritto che Natale e Ognissanti sono riferimenti inseriti nella storia della Francia e dell’Europa: privare tali periodi dell’anno di queste tradizioni sarebbe un vero e proprio impoverimento culturale.

Il sindacato studentesco di destra UNI, invece, ha deciso di lanciare una petizione, che ha già ottenuto più di 20mila firme, per denunciare quello che viene considerato un mero tentativo di cancellare le radici cristiane e della storia del Paese. Infine, l’associazione di genitori dell’insegnamento privato Apel si è detta sorpresa di fronte a questa proposta presentata in Consiglio, sottolineando che le classiche denominazioni sono parte del patrimonio nazionale e laico da molto tempo.

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