Addio distinzione licei e istituti tecnici: svolta di Valditara
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato la fine delle distinzioni tra Licei, Istituti tecnici e Professionali
Stop alla distinzione tra Licei e Istituti tecnici e professionali: ad annunciare quella che potrebbe essere una vera e propria svolta per le scuole secondarie di secondo grado è Giuseppe Valditara. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, all’indomani della presentazione delle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, è intervenuto per parlare di un argomento molto importante. Per il titolare del dicastero di viale Trastevere non esistono scuole di Serie A e scuole di Serie B.
Valditara e la distinzione tra licei e istituti tecnici e professionali
Giuseppe Valditara è intervenuto al "Premio Maestro del Made in Italy": nel suo discorso ha annunciato di voler unificare i percorsi delle scuole secondarie di secondo grado. "È necessario prendere atto che non ha più senso la distinzione tra licei e istituti tecnici e professionali", ha spiegato il ministro, come riportato dal Corriere della Sera.
In realtà non ci sarebbe ancora nulla di concreto: non si sa se ci sarà una nuova riforma oppure se a cambiare sarà solo la denominazione e tutto il resto rimarrà com’è al momento. "Dobbiamo ragionare nel senso che certamente quando Aristotele e Teofrasto parlavano di liceo, intendevano anche una scuola che trattava l’agronomia o la zoologia, cioè non solo la filosofia ma anche il mondo circostante. E allora perché non parlare di liceo agrario o chimico e via dicendo?", ha aggiunto Valditara.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha anche sottolineato che non si possono più ritenere percorsi di Serie B quelli degli Istituti tecnici, ricordando anche l’introduzione del Liceo del Made in Italy, voluto dal ministro Adolfo Urso: l’indirizzo è liceale, ma il suo scopo è quello di fornire competenze legate al sistema produttivo.
La riforma degli Istituti tecnici di Valditara
Giuseppe Valditara ha annunciato questa modifica il giorno dopo la presentazione dei nuovi programmi per i Licei e a pochi mesi dall’approvazione della riforma degli Istituti tecnici. Dopo un periodo di sperimentazione, dall’anno scolastico 2026/2027 il nuovo sistema entrerà a regime.
"Abbiamo fortemente voluto la riforma del 4 + 2 che ha visto iscriversi al primo anno 11.500 giovani (su circa 500 mila studenti che si iscrivono al primo anno delle superiori)", ha spiegato il ministro Giuseppe Valditara, aggiungendo poi: "Contiamo fra 5 anni di avere nell’intero percorso quasi 100.000 iscritti, che sarebbe già un numero adeguato per rispondere alle tante richieste di tecnici specializzati che provengono dal mondo del lavoro".
Le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei
Mercoledì 22 aprile 2026 il ministero dell’Istruzione e del Merito ha anche pubblicato il testo delle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, fortemente volute da Valditara. Si è aperta così la fase di consultazione con la comunità scolastica: per la prima volta le linee guida sono state inviate anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche per una valutazione.
Per il ministero si tratta di "un passo significativo nella ridefinizione del secondo ciclo di istruzione. Non si tratta di una semplice revisione di programmi: è un ripensamento strutturale della funzione formativa del Liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società". Per ogni materia le Indicazioni propongono non solo modalità di insegnamento e competenze da raggiungere, ma anche una sezione intitolata "Perché studiare questa disciplina", che ha lo scopo di "illuminare il valore formativo di ogni disciplina, agganciando i saperi appresi alla realtà contemporanea e alla motivazione ad apprendere degli studenti".
Tra le novità più importanti ricordiamo la fine della Geostoria, con Storia e Geografia che tornano a essere discipline distinte, il cambiamento nell’insegnamento della Matematica, l’introduzione dello studio dell’IA per imparare a usarla in modo consapevole, il "rilancio della lettura come pratica identitaria" (e l’abbandono dei "Promessi sposi" nel biennio), un nuovo approccio per studiare filosofia e l’introduzione dell’educazione alle relazioni, al rispetto e all’empatia.