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Il professore Enrico Galiano Ansa

Addio scheda libro, le 6 alternative suggerite da Prof Galiano

Il professor Galiano ha svelato i limiti della classica "scheda libro" proponendo sei attività alternative da proporre agli studenti dopo la lettura

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Spesso quando i docenti di italiano assegnano a studenti e studentesse la lettura di un libro, richiedono poi la compilazione della cosiddetta "scheda libro", nella quale inserire non solo informazioni sul volume letto (come titolo, autore, data di pubblicazione, casa editrice), ma anche sulla storia (i personaggi principali e i secondari, la trama e anche le proprie impressioni). Il professor Enrico Galiano non ama particolarmente questo compito: per questo motivo ha dato sei valide alternative per dire addio per sempre alla scheda libro.

Perché prof Galiano non ama la "scheda libro"

In un articolo scritto su Il Libraio, il professor Enrico Galiano ha spiegato cosa ne pensa della scheda libro. "A un certo punto della storia della scuola, qualcuno deve aver pensato: ‘Come facciamo a rovinare l’esperienza della lettura anche ai ragazzi che stavano quasi cominciando ad amare i libri?’". Qualcuno deve aver risposto che la "scheda libro" era la soluzione.

Per prof Galiano si tratta di una "specie di autopsia del libro. Solo che lui, il libro, fino a tre minuti prima, era vivo. E forse anche lo studente". Per il docente non si tratta del "male assoluto". Anzi, "in certi casi può anche servire" perché aiuta a ordinare le informazioni, dà una traccia, costringe a non restare sul ‘mi è piaciuto/non mi è piaciuto’".

Il problema è che "spesso produce testi tutti uguali" e "insegna ai ragazzi una cosa pericolosa: che leggere un libro significa poi doverlo smontare in pezzi, come un mobile dell’Ikea". Galiano ha poi aggiunto anche che "oggi è facilissimo imbrogliare e far fare tutto alla AI, cinque minuti prima del rientro in classe a settembre".

Cosa significa leggere secondo prof Galiano

Per il professore che insegna alle scuole medie in provincia di Pordenone oggi bisognerebbe ritornare a parlare di emozioni e del "rapporto vero con le pagine e coi personaggi". Secondo lui non è importante "se uno studente non si ricorda tutta la trama per filo e per segno". Anche lui non ricorda alla perfezione la storia dei libri che ha letto di recente o che ha amato.

Il docente ha sottolineato nel suo articolo che dobbiamo tornare a riflettere sul fatto che "leggere è prima di tutto un’esperienza. Se la trasformiamo in un test, poi è un attimo che diventa un test di sopravvivenza". Secondo il professore "la lettura non dovrebbe finire sempre in una scheda", ma può diventare molto altro.

Le alternative di Galiano alla "scheda libro"

Prof Galiano ha sottolineato che ci sono delle "alternative valide alla solita scheda libro e che sono molto più difficili da far fare alla AI". Lui ne ha individuate almeno sei:

  1. Lo studente può scegliere uno dei personaggi del libro e scrivergli una lettera, per dirgli perché lo ha amato o non gli è piaciuto, per approfondire meglio la sua conoscenza, per dargli consigli o fargli domande. "Funziona perché obbliga a entrare nella testa del personaggio".
  2. Si può chiedere di commentare il libro durante la lettura con dei messaggi vocali, per registrare sensazioni, cosa si pensa, impressioni. Alla fine si può mandare un file unico con tutti gli audio. "Funziona perché avvicina la restituzione al modo in cui i ragazzi parlano davvero. E spesso, quando smettono di scrivere ‘in scolastichese’, cominciano finalmente a dire qualcosa".
  3. Lo studente può creare anche un breve trailer del libro, della durata di un paio di minuti, scegliendo immagini, parole, musiche, layout. "Deve far venire voglia di leggere il libro senza raccontare tutto il finale": questo lavoro "costringe a individuare il cuore della storia"
  4. Si può fare un processo al protagonista, con tanto di accusa, difesa e sentenza sul suo comportamento durante la storia. "Questa è un’attività splendida perché impedisce la lettura piatta. E aiuta a capire che i personaggi interessanti raramente sono buoni o cattivi. La morale, nei libri e nella vita, non funziona come nei cartelli stradali".
  5. Fare una playlist del libro è molto interessante. Si possono scegliere 5 canzoni da associare a quella lettura, magari una per il protagonista, una per un fatto importante, una per l’atmosfera, una per un personaggio secondario e una per il finale. Ovviamente, bisogna spiegare per ogni canzone il collegamento. "La playlist funziona perché molti ragazzi capiscono il mondo anche attraverso la musica. E collegare una canzone a un libro significa tradurre un linguaggio in un altro".
  6. Spiegare il libro in cinque oggetti spinge lo studente ad analizzare quello che ha appena letto. Gli oggetti possono essere presenti nella storia o essere simbolici. "È un’attività concreta, perfetta anche per chi fatica con l’astrazione. In più aiuta a vedere i simboli senza chiamarli subito "simboli", parola che a dodici anni può provocare sonnolenza istantanea".

Galiano ha spiegato che "la scheda libro spesso controlla se il libro è stato letto. Queste attività provano a fare una cosa più interessante: capire se, mentre lo leggevamo, da qualche parte il libro ha letto noi". Perché in fin dei conti leggere vuol dire anche "uscire da una storia con qualcosa che prima non avevamo. Una domanda, una rabbia, una tenerezza. O magari solo la voglia, rara e preziosa, di aprire un altro libro".