Alessandro Barbero svela i libri che gli hanno cambiato la vita
Lo storico e scrittore Alessandro Barbero ha elencato i libri che più sono stati importanti per la sua formazione e che lo hanno affascinato
Alessandro Barbero è stato un ospite attesissimo al Salone del Libro di Torino 2026. Per l’editore Giuseppe Laterza, che ha inventato il format "I quattro libri che mi hanno cambiato la vita", il primo protagonista è stato proprio lo scrittore e storico. La sua risposta è anche stata messa a disposizione dei lettori online sul sito della casa editrice.
Il libro su Napoleone che Barbero ha sul comodino
Il primo libro che ha indicato Alessandro Barbero tra i testi che gli hanno "cambiato la vita" c’è un tascabile Longanesi degli anni sessanta: Napoleone. Il sogno infranto di un’Europa unita.
L’autore del volume è uno storico francese degli anni venti, Hilaire Belloc. "Ce l’ho ancora vicino al comodino", ha raccontato Barbero entusiasta come un bimbo e citandone ampie frasi a memoria.
"Da ragazzino ero affascinato dalla storia militare e questo libro mi faceva vibrare", ha rivelato. Il fascino avventuroso del libro su Napoleone gli avrebbe fatto venire una tale voglia di scrivere fino ad arrivare nel 1996 a fargli vincere il Premio Strega con il romanzo Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo, ambientato proprio nei concitati anni napoleonici del primo Ottocento.
Barbero ha però rivelato che "Belloc fece errori storici mostruosi. Da adulto sono andato a scovarli. Si inventó addirittura un principe prussiano di 60 anni che invece di anni ne aveva 22".
Due libri che hanno cambiato la vita di Barbero
Un altro libro "decisivo" per lo scrittore e storico è stato La società feudale di Marc Bloch. Barbero lo indica come il testo che ha segnato la strada "affinché diventassi un medievista".
"L’unica alternativa era occuparmi di animali. Vivevo del mito storico dell’antica Roma e dell’antica Grecia, ma quando mi capitò questo libro tra le mani cambiai idea", ha spiegato.
"Nel presente lo storico puoi attingere da una quantità di informazioni infinita. Mentre per il Medioevo – ha aggiunto – sai benissimo che non saprai mai tutto, ma devi cercare tutte le possibili informazioni necessarie, collegare i puntini, fare delle ipotesi e dire sembrerebbe andata così".
Il terzo libro del cambiamento è Gargantua e Pantagruele di Rabelais perché "è pazzescamente divertente".
"L’autore era una figura storicamente controcorrente rispetto ai potenti di allora – ha evidenziato Barbero – e con questo libro ci ha spiegato che tutti i potenti potevano sembrare ridicoli e che si poteva ridere di loro. Continuo ancora oggi a rileggerlo prima di andare a dormire: una volta scelgo dei fumetti e un’altra volta Rabelais".
Il maestro e margherita per Alessandro Barbero
L’ultimo romanzo a essere citato nella lista è Il maestro e margherita di Bulgakov. Per lo storico si tratta di "una storia d’amore alla prova della storia".
Barbero ha detto che questo testo lo ha consolidato nella convinzione che la letteratura russa per lui "è la più importante di tutte".
Il maestro e margherita è stato scritto nell’Unione Sovietica tra il 1928 e il 1940, durante il regime di Stalin. Fu pubblicato postumo solamente tra il 1966 e il 1967, in una versione censurata dai tagli dei redattori, su una rivista di Mosca, dalla vedova dell’autore Elena Bulgakova.
Il manoscritto fu pubblicato a Francoforte nel 1969 in una versione clandestina che includeva le parti rimosse dai censori ufficiali. Da allora, il romanzo ha conosciuto un ininterrotto successo, con moltissime traduzioni e nuove edizioni in diverse lingue.