Alla Maturità 100 senza lode per l'8 in condotta: lo sfogo virale
Una neo diplomata al liceo classico ha scritto una lettera polemizzando sul fatto che non ha potuto ottenere il massimo dei voti per un 8 in condotta
Una studentessa che ha appena conseguito il diploma di Maturità ha scritto una lettera per lamentarsi della decisione presa nei suoi confronti. Per un 8 in condotta non ha potuto ottenere il massimo dei crediti, uscendo con la valutazione di 100 senza la lode, come prevede la normativa per chi ha un voto "basso" per quello che riguarda il comportamento. La sua lettera è diventata virale, anche per la critica della neo diplomata al sistema scolastico italiano.
Studentessa con 8 in condotta prende 100 senza lode alla Maturità
Marina Ruoppolo è una ragazza di 18 anni che si è diplomata nel 2026 presso il Liceo classico "Umberto I" di Napoli, con la valutazione di 100. Ha deciso di scrivere al Corriere della Sera per raccontare la sua storia. Non ha potuto ottenere la lode perché l’ultimo giorno di scuola, insieme ai compagni, ha festeggiato in cortile, sfidando un divieto imposto. Per questo gli studenti coinvolti hanno preso 8 in condotta, voto che non consente di prendere il massimo dei crediti scolastici e, nel suo caso, di uscire con 100 e lode.
La giovane nella sua lettera si è rivolta alla dirigente scolastica, agli insegnanti al ministro Giuseppe Valditara e a "tutti quelli che stanno contribuendo all’uccisione dell’istituzione scolastica", invitando a fare una riflessione: "Nell’appiattimento di ogni pensiero divergente in nome di un’approssimativa e spesso falsa valorizzazione delle competenze personali, cosa resta della scuola? Cosa resta del tempo in classe se di anno in anno è sempre più sacrificato per lasciar posto a una serie di attività formalmente volte a far trovare ad ognuno di noi il proprio posto nel mondo, come se fosse una cosa che si deve cercare, individuare e raggiungere, proprio come un obiettivo? Orientarsi, conoscersi, trovare una direzione o fabbricare, impacchettare e spedire all’ufficio più adatto?".
La polemica sul curriculum da presentare all’orale
Nella sua lettera, Marina Ruoppolo ha anche polemizzato sul Curriculum della studentessa e dello studente, uno dei punti cardine del nuovo orale della Maturità secondo quanto previsto dalla riforma di Giuseppe Valditara: "Quando ci siamo seduti all’esame di Maturità quest’anno ci è stato chiesto di presentarci, di presentare il nostro curriculum, come fossimo a un colloquio di lavoro".
Lei si è posta una domanda: "Se nell’arco della nostra esperienza liceale sono stati così evidenti gli stravolgimenti, tra altri cinque anni a cosa saranno sottoposti gli studenti che finiscono la scuola, ammesso che vi sia ancora un esame?".
La critica della studentessa al sistema scolastico italiano
La neo diplomata ha ammesso che lei e i suoi compagni ci hanno provato "per vie democratiche" a raccontare la loro idea di scuola, presentando programmi e proposte. "Ci siamo scontrati contro un muro invalicabile di burocrazia, sorvegliato da sentinelle che terrorizzate gridano alla ‘sicurezza’. Ma che sicurezza è mai questa? La sicurezza di non avere responsabilità? La sicurezza che se mai succedesse qualcosa di grave la colpa non ricadrebbe su di voi?".
Studenti e studentesse hanno anche portato avanti autonomamente "con piccole azioni concrete come inserire dei distributori di assorbenti nei bagni seguendo la formula ‘se ti serve prendilo, se ce l’hai lascialo’. Vi siete sentiti scavalcati, ci avete detto che non c’era assolutamente bisogno che ci pensassimo noi, che se avessimo chiesto avreste subito provveduto a realizzare una cosa così importante, che da allora in avanti sareste stati voi ad occuparvene. I distributori sono rimasti vuoti. Quando abbiamo provato a farvelo notare, ci avete trattato con sufficienza, come si tratta un bambino che disturba un genitore indaffarato in cose ben più importanti".
Secondo Marina il problema è "l’atteggiamento di superficialità misto a ipocrisia con cui liquidate ogni nostro sogno, ogni cosa in cui crediamo". Hanno tolto a studenti e studentesse l’intervallo, la possibilità di usare il cortile, di organizzare il concerto di fine anno: "Lentamente ci è stato strappato ogni momento di socialità, di appartenenza alla comunità, di partecipazione alla vita scolastica".
L’ex studentessa del liceo classico ha anche polemizzato sui "contentini" dati per "metterci a tacere. L’anestetizzante collettivo, la grande distrazione: ‘Non pensate a queste cose, godetevi gli anni di scuola, che poi non ritorneranno’. Il viaggio d’istruzione in crociera, la grande soluzione: il contentino per tenerci buoni, unito alla possibilità di sorveglianza, di tenerci sotto controllo, chiusi in un centro commerciale galleggiante", ha affermato Marina, sottolineando di non avercela con la dirigente scolastica, che "non fa altro che eseguire impeccabilmente le direttive che riceve dall’alto".
Marina Ruoppolo ha paragonato la scuola a una fabbrica, dove "ognuno svolge solo il proprio compito, ognuno guarda il suo, non si tiene conto del processo completo" e dove tutto avviene "rigorosamente in ordine e sicurezza. La disciplina, la vostra arma più potente. Nei momenti di instabilità è bene mostrarsi sicuri, autorevoli: la condotta avrà un peso sempre maggiore! Guai a chi disobbedisce! Il massimo dei crediti solo a chi lo merita, solo a chi sta sempre sull’attenti, risponde agli ordini e non contesta".
Concludendo la sua missiva, la ragazza ha detto: "Se questa è la scuola, siamo contenti di non meritare il credito che spetta ai vostri migliori".