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Il problema degli studenti maschi in Italia iStock

Allarme Coluzzi: "Maschi non sono il problema, hanno un problema"

In un video pubblicato sui social il professor Daniele Coluzzi ha spiegato che "i maschi non sono il problema": piuttosto "i maschi hanno un problema"

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il professor Daniele Coluzzi sui social ha pubblicato un video nel quale ha voluto riflettere su una situazione che, da docente, gli capita spesso di osservare. Secondo quanto affermato dal professore di lettere i "maschi non sono il problema". In realtà, gli studenti di sesso maschile hanno un problema profondo nell’esternare le proprie emozioni e ciò che provano, vivono e sentono.

Qual è il problema dei maschi in Italia

Daniele Coluzzi è un professore di lettere che in un video sui social ha spiegato cosa "risponde uno studente medio maschio quando gli fai una domanda banalissima del tipo: ‘Oh, come stai? Ti vedo un po’ strano, tutto a posto?’. Oppure stai analizzando un testo e gli chiedi: ‘Ma cosa ne pensi di questo discorso, di questo passaggio del protagonista? Cosa provi in merito? Ti ci ritrovi? Che emozioni ti suscita questo testo?'".

L’insegnante ha spiegato che i ragazzi semplicemente "impazziscono… Tu li vedi che si guardano intorno imbarazzati. Non vogliono dirlo quello che provano, quello che pensano, quello che sentono. Ti rispondono: ‘Boh, normale. Sì’. Cioè, cercano di liquidarti il prima possibile affinché tu non gli dia più fastidio".

Daniele Coluzzi ha chiesto ai follower se pensano che sia una cosa normale: "È normale che questi poveri ragazzi non si sentano liberi di esprimere anche minimamente quello che provano, quello che pensano. Cioè, è normale che si vergognino addirittura a dirla la parola emozione: tu lo vedi che ci stanno proprio a disagio".

Secondo Coluzzi, le ragazze non sono così: "Le compagne, nello stesso momento, sono lì che si lanciano in analisi, riflessioni. Loro non possono farlo e questa cosa noi vogliamo liquidarla con una risata perché tanto son maschietti, sono fatti così, biologicamente il ragazzo non deve aprire bocca, non deve dire quello che prova". Non è nemmeno "una questione di età: eh, ma a quell’età sono fatti così. Perché, i loro padri quanto parlano a un’età ben più avanzata?", si è domandato Coluzzi.

Perché per prof Coluzzi non si deve sottovalutare il problema

Prof Coluzzi è convinto che ci sia un problema: per lui non va "bene così, perché è una forma di repressione e di violenza silenziosa che colpisce gli uomini, che li rende fragili e che li fa soffrire. E a me questa cosa non piace". Il docente non crede nemmeno "che siano tutti scemi e che non gli freghi niente di niente".

Il problema per l’insegnante "è che non possono dire quello che pensano perché si sentono tutti gli occhi addosso. Hanno gli amici loro che li prendono in giro se dicono qualcosa fuori posto. Hanno le ragazze che li considerano improvvisamente poco virili, troppo sensibili, ma che sei gay? Questa è la domanda che gli fanno se poco poco si permettono di dire cosa provano". In caso di problemi, non possono dire nulla, "non lo possono esternare, devono tenere gli occhi bassi senza dire nulla".

Per Coluzzi si tratta di una forma di violenza

Daniele Coluzzi con la sua clip ha voluto riflettere sulla "situazione dei ragazzi italiani oggi. Questo è il modo in cui vivono e il modo in cui covano disperazione e rabbia". Quando il prof riesce a dialogare con loro, i ragazzi lo ammettono apertamente: "‘Prof, ma io non posso dirle queste cose, non mi sento in grado di dirle, cioè se c’è qualche problema me lo risolvo per conto mio, come fanno i maschi. Non posso dire questa cosa agli altri'".

Per Daniele Coluzzi "questa è una forma di violenza e a voi sembra normale. Io credo veramente che siate voi a fare le crociate contro i maschi, siete voi che ragionate così il problema".