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Allarme Crepet sull'IA, "Sono stato replicato": cos'è successo

Paolo Crepet ha lanciato un nuovo allarme sull'IA e ha raccontato di essere stato "replicato" sul web: ecco cos'è successo al noto psichiatra

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Paolo Crepet è sempre stato molto critico nei confronti dell’intelligenza artificiale. Lo psichiatra ha spesso evidenziato come l’avvento dell’IA stia trasformando la società, dal mondo del lavoro alle relazioni personali. Ma adesso lancia un nuovo allarme, raccontando di essere stato "replicato" sul web. Scopriamo cos’è successo.

Crepet lancia l’allarme sull’IA: "Ha colpito anche me"

Da anni gli esperti mettono in guardia dalle fake news che corrono online. Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, questo pericolo è diventato ancora più concreto. L’IA, infatti, permette di creare facilmente contenuti falsi che possono essere diffusi sulla rete con un semplice clic.

In questo contesto si inserisce Paolo Crepet, che in un’intervista a Il Resto del Carlino si è scagliato contro le nuove tecnologie partendo da una riflessione sul Festival di Sanremo.

Lo psichiatra ha contestato la "banalità dei testi e delle esecuzioni" della kermesse della musica italiana, aggiungendo: "Per fortuna che i cantanti cantano ancora con le loro voci, o quasi. Tra un anno magari non sarà così. Ma noi non distingueremo poi qual è la vera realtà".

Crepet ha proseguito: "Già fatichiamo a distinguere il vero da ciò che ha creato l’intelligenza artificiale. Se poi ci mettiamo che alcuni attori americani hanno siglato accordi ufficiali con una startup per permettere all’azienda di replicare le loro voci tramite IA e renderle disponibili per usi autorizzati, vuol dire che legittimiamo i falsi. E fin qui se non fanno danni… ma l’intelligenza artificiale ha colpito anche la mia persona", ha svelato.

Finto Paolo Crepet sul web: il racconto dello psichiatra

Crepet ha spiegato di aver scoperto contenuti online in cui un falso lui, con la sua fisionomia e la sua voce, teneva conferenze: "Di recente mi sono trovato sul web un tizio come me, che teneva delle conferenze con quella che pareva la mia voce. E non ero io, né quelli erano miei contenuti".

Lo psichiatra ha precisato che, almeno in questo caso, non sono state diffuse dichiarazioni particolarmente gravi a suo nome. A ogni modo, "con chi me la sarei potuta prendere, con quel certo Altman che vive nel suo ranch in California?", si è chiesto citando uno dei fondatori di OpenIA, l’organizzazione che ha sviluppato ChatGPT.

Secondo Crepet, la situazione diventa ancora più seria quando questi strumenti vengono utilizzati per diffondere disinformazione, soprattutto in ambiti delicati come quello scientifico: "Grave poi quando con quegli artifizi si danno false informazioni scientifiche".

Quale pericolo corriamo secondo Paolo Crepet

Ad essere in pericolo, per Crepet, è la libertà di pensiero. "Quando (questa) viene compressa da nuovi dogmi, da steccati ideologici e da algoritmi che filtrano, sorvegliano e indirizzano ogni parola, si incrina la radice stessa dell’innovazione", ha detto.

Il rischio principale, a suo avviso, è l’omologazione della società e il progressivo appiattimento della creatività: "Che ne sarà dello slancio creativo, di quell’intuizione imprevedibile che nasce ai margini, fuori dai percorsi tracciati, e non dalla ripetizione dell’esistente?".

Al contrario, sostiene l’esperto, oggi servono "menti capaci di muoversi come esploratrici del pensiero, pronte a tracciare rotte nuove là dove altri vedono soltanto limiti". Senza di queste, ha osservato, resterebbe solo "l’eco uniforme di idee già dette" e il futuro smetterebbe di essere un "orizzonte da conquistare".

Da qui il suo messaggio: "Bisogna ricercare la bellezza, in qualunque forma si presenti, che porta sempre con sé sacrificio, dedizione e fatica: è proprio questo sforzo a renderla autentica e preziosa", ha concluso Paolo Crepet.