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Allarme di Novara: "Basta sottovalutare danni da smartphone” iStock

Allarme di Novara: "Basta sottovalutare danni da smartphone”

Il pedagogista Daniele Novara ha scritto un post in cui ribadisce che gli smartphone sono dannosi per lo sviluppo dei bambini e dei ragazzi

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Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Gli smartphone fanno parte della vita quotidiana da tempo ma il dibattito su quando e come farli usare ai più giovani resta aperto. In particolare sono sotto osservazione i social network con diversi Paesi che stanno introducendo divieti ai minori di 14 o 16 anni. Il pedagogista Daniele Novara è tornato sul tema spiegando quali sono i danni causati da questi dispositivi tecnologici.

L’allarme di Novara sugli smartphone

In un post su Facebook, Daniele Novara è tornato a parlare di smartphone ribadendo che sono "dannosi per lo sviluppo dei bambini e dei ragazzi".

L’esperto ha sottolineato che "si tratta di un fatto ormai dimostrato dalle neuroscienze" e che "fare finta di ignorarlo non porta certo alla risoluzione del problema".

Il pedagogista ha spiegato che "le aree del cervello dedicate all’apprendimento cognitivo non si sviluppano pienamente se tutto ciò che dovrebbe essere fatto nel mondo reale viene realizzato nel digitale. Dal lato pedagogico, già Montessori sottolineava come l’intelligenza risieda nelle mani, nel fare, nel mondo reale".

Per questo motivo lo specialista ha affermato che non si può togliere l’opportunità di fare ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze. Ma un altro rischio sono "le dipendenze che creano alcune app facilmente scaricabili".

"Qui si tratta di qualcosa che concerne rischi concreti – è l’allarme di Novara – riguardanti lo sviluppo della persona e il suo futuro. Non parliamo dell’orario di rientro o del vestirsi in una certa maniera. Un bimbo di 10 anni può guidare un’automobile? O bere un bicchiere di grappa fumando una sigaretta? No, e tutta la pedagogia è d’accordo su questo".

Secondo l’esperto dobbiamo smettere "di sottovalutare, anche per convenienza, i danni che provocano certi strumenti digitali" e dobbiamo iniziare "a trattarli per quello che sono", precisando che non si tratta di essere contro la tecnologia ma di comprendere che "ogni strumento abbia un tempo per il suo utilizzo".

Il danno principale dello smartphone

Qualche tempo fa Novara aveva indicato quello che, secondo lui, è "uno dei rischi principali che i ragazzi possono subire a causa di un uso smodato del telefono", ovvero l’isolamento.

Lo specialista aveva specificato che l’uso costante di questo strumento sottrae "i bambini e i ragazzi all’incontro, agli abbracci e ai litigi, alla frustrazione di dover negoziare con gli altri molti aspetti della propria vita. La conseguenza è l’alienazione, sotto ogni punto di vista".

I bambini, dopo un’ora in un contesto virtuale, non riescono più a distaccarsi finendo per isolarsi dalla realtà.

Il divieto dei social secondo Novara

Riguardo al divieto di usare social network, imposto da alcuni Paesi ai minori tra i 14 e i 16 anni, Novara ritiene sia una misura che anche l’Italia dovrebbe adottare.

Il pedagogista ha più volte invitato a non colpevolizzare i genitori spesso lasciati soli a gestire l’intera situazione, come se fossero gli unici responsabili.

Infine, da anni, lo specialista chiede alla politica interventi per limitare l’accesso ai social network da parte dei più piccoli, sottolineando che bisognerebbe con urgenza introdurre "regole e norme chiare, come stanno facendo Paesi con una solida tradizione di civiltà e democrazia, come l’Inghilterra e la Francia", per poter proteggere i più giovani dai pericoli di questi strumenti.