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Allarme precari a scuola, lo sfogo di prof Galiano

Lo sfogo del prof Enrico Galiano sugli insegnanti precari e l'allarme dei sindacati alla vigilia della prima campanella: "Oltre 200mila supplenti"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La prima campanella sta per suonare, ma il precariato continua a gravare sul sistema scolastico italiano. A lanciare l’allarme sono i sindacati, che parlano di oltre 200mila precari, e il prof Enrico Galiano, che ha raccontato in un post l’impatto della mancata continuità didattica su studenti e famiglie.

Lo sfogo di prof Galiano sul precariato a scuola

"Avete presente la situazione per cui vostro figlio di seconda media arriva a casa a novembre, voi gli chiedete: ‘È arrivato il prof di matematica?’, e lui vi risponde: ‘Macché’? Oppure quell’altra, forse ancora peggiore. A settembre arriva una professoressa bravissima. Una che spacca sul serio. Vostra figlia, che fino a quel momento considerava i libri una sofisticata forma di arredamento, grazie a lei comincia a leggere. Torna a casa parlando di Calvino. Vi chiede di comprarle un romanzo. Voi non fate domande perché avete paura di svegliarvi.
Poi, a metà ottobre, arriva la ferale notizia: la professoressa se ne va. Non perché abbia fatto qualcosa di male. Non perché abbia deciso di cambiare mestiere. Semplicemente perché era precaria".

Lo ha scritto Enrico Galiano in un post Facebook dedicato al problema del precariato a scuola. Quando arriva una nuova nomina o quando si muove una graduatoria, "arrivederci e grazie, è stato bello", ha aggiunto il docente.

"Ecco, questa roba qui noi ormai la consideriamo normale. Spoiler: non lo è", ha concluso amaramente Galiano.

L’allarme dei sindacati: "Oltre 200mila supplenti"

Alla vigilia del nuovo anno scolastico, Adnkronos ha raccolto le voci dei principali sindacati della scuola, che denunciano come il sistema continui a reggersi su un numero enorme di supplenze, con ricadute negative sulla continuità didattica, sul sostegno e sull’organizzazione degli istituti.

Secondo Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, nel mondo dell’istruzione la precarietà è diventata "la normalità". A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, ha detto, "il sistema scolastico pubblico si regge ancora una volta con oltre 200mila supplenze complessive tra docenti e personale Ata". Una cifra che, ha evidenziato, "conferma come la precarietà non sia più un fenomeno emergenziale, ma un vero e proprio modello di gestione della scuola italiana".

Critica anche la situazione del sostegno: "Oltre la metà dei posti, circa 140mila nell’ultimo anno scolastico, continua a essere collocata nell’organico di fatto e coperta con supplenze annuali", ha osservato Fracassi. "Decine di migliaia di cattedre vengono così affidate a personale non specializzato, a causa della mancata stabilizzazione dei posti e del cronico disallineamento tra il numero dei percorsi di specializzazione attivati e il reale fabbisogno delle scuole". Una scelta che, ha aggiunto, "colpisce direttamente il diritto all’inclusione e alla continuità didattica delle alunne e degli alunni con disabilità".

Sulla stessa linea Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda Insegnanti, che parla di problemi "che si aggravano e si incancreniscono". La scuola italiana "è precaria, soprattutto nel sostegno", ha affermato. Il precariato, ha aggiunto, "è endemico da sempre", ma la soluzione "non sono i continui concorsi", che a suo avviso "creano confusione e contenziosi".

Castellana denuncia anche il peso della burocrazia: "In questi giorni i docenti sono assediati da scartoffie da compilare, griglie di valutazione, programmi: carte che nessuno mai leggerà". E sul fronte salariale, ha ricordato che "il mondo della scuola continua a essere sottopagato rispetto al resto del pubblico impiego, circa un 30-40% in meno a parità di titolo di studio".

Un elemento positivo viene invece evidenziato dalla Cisl Scuola. La segretaria generale Ivana Barbacci ha osservato che "la copertura dei posti disponibili sarà nettamente superiore a quella degli anni precedenti". Tuttavia, ha puntualizzato, "restano scoperti molti posti di sostegno nelle regioni del nord, in particolare nella primaria, per carenza di personale specializzato". Inoltre, "i posti effettivamente necessari sono il doppio di quelli previsti in organico", il che rende necessario un "ricorso obbligato a una mole enorme di contratti precari", ha concluso Barbacci.