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Allarme Schettini: conti in banca svuotati per colpa della fisica

Il professore Vincenzo Schettini lancia l'allarme nel suo ultimo video: perché i conti in banca potrebbero essere svuotati per colpa della fisica

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Vincenzo Schettini ha lanciato l’allarme: potremmo ritrovarci con i conti in banca svuotati per colpa della fisica. Nella sua ultima lezione web, il prof ha spiegato che il modo in cui il tempo viene misurato, sincronizzato e regolato a livello globale può avere conseguenze enormi sul funzionamento dei sistemi digitali da cui dipende la nostra vita quotidiana. E sì, anche sui nostri soldi.

Schettini avverte: “Conti in banca prosciugati per colpa della fisica”

Vincenzo Schettini, l’insegnante di fisica più popolare d’Italia, ha pubblicato un nuovo video su YouTube intitolato “Ti svuoteranno il conto in banca (ed è colpa della fisica)”.

Il video si apre con un “tic tac tic tac tic tac” seguito dalla voce di Schettini: “E se un giorno la nostra carta di credito smettesse di funzionare, se rischiassimo di perdere un volo aereo e non per ritardo nostro, ma per qualcos’altro, o se, peggio ancora, il nostro conto in banca venisse prosciugato e non per colpa di un hacker, ma per colpa della fisica?“.

L’insegnante ha spiegato che viviamo in un mondo completamente digitalizzato, dove ogni operazione – dai messaggi WhatsApp alle transazioni bancarie, dai voli aerei ai GPS – dipende “dal fatto che tutti gli orologi del pianeta siano perfettamente d’accordo tra loro”, ha affermato il prof. Ed è proprio qui che nasce il problema.

“C’è qualcosa di incredibile che sta avvenendo, perché anche se impercettibilmente, la Terra sta rallentando la sua rotazione, e così le giornate diventano ogni anno più lunghe di pochi microsecondi. Molti staranno pensando: ‘Vabbè che saranno mai i microsecondi?’. Un dettaglio minuscolo ma sufficiente a creare casini ai sistemi informatici, che, al contrario nostro, vivono di un tempo preciso, regolare, sincronizzato”.

La lezione di prof Schettini sul tempo

A questo punto, Schettini accompagna gli spettatori dentro una vera e propria lezione di fisica. Prima ha spiegato perché la Terra sta rallentando: lo scioglimento dei ghiacciai, causato dal riscaldamento globale, ridistribuisce la massa verso l’equatore. È come quando un pattinatore apre le braccia, ha detto: “Il momento di inerzia aumenta e la velocità diminuisce”. Risultato: le giornate si allungano di pochi microsecondi ogni anno.

Poi ha introdotto i due modi con cui misuriamo il tempo:

  1. il tempo astronomico, basato sulla rotazione terrestre, ma soggetto a irregolarità dovute a terremoti, movimenti del nucleo, influenze gravitazionali;
  2. il tempo atomico, basato sulle oscillazioni dell’atomo di cesio 133, “che vibra sempre nella stessa maniera, con una regolarità assoluta”.

Dal 1972 questi due sistemi sono stati combinati nel Tempo Coordinato Universale (UTC), che deve rimanere sincronizzato con la rotazione terrestre. Quando la differenza supera 0,9 secondi, si introduce un leap second, ovvero un “secondo intercalare”. Una sorta di correzione del tempo che Schettini ha esemplificato così: “La mezzanotte non scocca dopo le 23:59:59, ma dopo le 23:59:60. Praticamente è come fermare il tempo per un secondo”.

Questo secondo aggiuntivo è stato inserito 27 volte dal 1972 e non è mai stato tolto. “Gli scienziati avevano già previsto che sarebbe stato necessario togliere un secondo intercalare entro il 2026”, ha ricordato il prof. Ma perché ancora non è successo? “Nonostante gli scienziati facciano calcoli precisissimi tenendo conto di tantissime variabili, alla loro equazione mancava una cosa fondamentale mai vista in correlazione a questo tipo di problema e che ritarda la necessità di togliere il secondo, non di qualche settimana, ma di ben 3 anni. E questa variabile è proprio il riscaldamento globale“.

“Lo scioglimento dei ghiacci sposta la massa verso l’equatore, quindi aumenta il momento di inerzia, la rotazione della Terra rallenta, diminuisce la velocità di rotazione della Terra. Questo compensa l’accelerazione interna e posticipa il problema. In pratica, per la prima volta nella storia, non solo non stiamo pensando di togliere un secondo, ma è proprio il cambiamento climatico a decidere quando lo faremo”, ha specificato il docente.

Perché il conto in banca potrebbe essere svuotato dalla fisica

A questo punto Schettini arriva al cuore del problema: cosa succede ai sistemi informatici quando si aggiunge o si toglie un secondo? “Per noi un secondo in più o in meno non ce ne frega assolutamente niente. Ma per un computer sì”. I computer comunicano “scambiandosi miliardi di pacchetti di informazioni ogni secondo”. Ogni passaggio deve avvenire nel momento esatto previsto. Se un solo orologio va fuori sincronizzazione, “l’intero sistema può cominciare a non capire che ora è e quali operazioni svolgere prima o dopo”.

Le conseguenze possono essere enormi: “In finanza questo può mandare in tilt l’ordine cronologico delle transazioni. Nei GPS un errore di nanosecondi significa centinaia di metri di errore nelle posizioni. Nei data center può duplicare o cancellare dati bloccando interi servizi globali, ed è già successo. Il 30 giugno 2012, con l’aggiunta di un leap second, molti sistemi non erano pronti a gestire l’orario 23:59:60. Risultato: server Linux in crash in vari Paesi, Reddit e Mozilla offline per ore, la compagnia aerea Qantas con i servizi di check‑in bloccati e voli cancellati. Tutto per un singolo secondo in più”.

Per questo, “gli enti internazionali hanno deciso di tendere verso l’abolizione dei leap second entro il 2035”, ha aggiunto.

“Anche il conto in banca è, se ci pensate, una delle migliaia di cose in bilico nell’universo super sincronizzato del digitale. Ora, qualcuno di noi si troverà mai davvero col conto in banca svuotato per la disincronizzazione al millesimo di secondo un giorno? Boh, probabilmente no. Ma il titolo di questo video un po’ provocatorio ci è servito per capire una cosa molto importante: che il cambiamento climatico non influisce solo su mari e temperature, sta alterando persino la rotazione della Terra e con questa il modo in cui definiamo il tempo stesso di tutte le azioni piccole o grandi digitali che alla fine ci permettono di vivere”, ha concluso Schettini.

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